Ospiti nel Palazzo del Doge per rivivere le atmosfere della Repubblica

Uno dei più antichi palazzi di Venezia può ospitare eventi fino a cento persone in sette prestigiose sale attrezzate

L a carica di doge ha rappresentato l’istituto di potere supremo della Repubblica di Venezia, dalla sua istituzione nel 697 alla caduta della Repubblica nel 1797. Il ruolo, in oltre mille anni, ha vissuto una profonda evoluzione, mantenendo comunque un forte valore simbolico che attraeva le famiglie aristocratiche. Lo sfarzo delle varie cerimonie istituzionali rendevano la funzione ambita da molti, ma di fatto era appannaggio della sola aristocrazia che era nelle condizioni di poter contribuire al proprio mantenimento: fra questi, un esempio può essere Andrea Gritti, settantasettesimo doge della Repubblica di Venezia, che dopo due anni dalla sua elezione trasformò nella sua residenza privata un bel palazzo situato sul Canal Grande, realizzato su commissione nel 1457 dalla nobile casata dei Pisani. Oggi, quello stesso palazzo, a pochi passi da Piazza San Marco, è conosciuto come il Gritti Palace, noto hotel di lusso dalla caratteristica facciata gotica, che sin dall’inizio del secolo scorso è dimora di un pubblico internazionale che lo ha eletto come uno degli hotel più esclusivi del mondo. 61 camere e 21 suite, tutte ispirate al leggendario patrimonio storico veneziano, che hanno ospitato personaggi illustri come Peggy Guggenheim ed Ernest Hemingway. Ciascuna delle camere e suite è unica e vanta spettacolari vedute del Canal Grande, dalle camere doppie in stile ‘700 veneziano, ornate con legno dipinto a mano, fino alle suite Deluxe dall’atmosfera romantica tipicamente veneziana, affacciate su Santa Maria del Giglio. Insomma, dal design artistico delle sue esclusive suite e leggendarie terrazze alla Scuola di cucina epicurea, dalla Riva Yacht Experience alla Riva Lounge, il Gritti Palace accoglie generazioni multiple di influencer d’élite a livello globale, che si riuniscono nei suoi interni per esplorare, degustare e festeggiare. E proprio agli incontri è dedicata un’ampia superficie, ben 738 m², suddivisa in sette sale per eventi (la più grande delle quali può ospitare sino a 100 ospiti).

I salotti d’epoca, il servizio impeccabile e la superba posizione sul Canal Grande rendono l’hotel il luogo ideale per eventi speciali e riunioni, come una serata di gran gala, il lancio di un prodotto esclusivo o un incontro di affari importante. Tutti gli ambienti dedicati sono già stati scelti da prestigiose società, come Bentley, che vi ha tenuto il lancio mondiale della Silver Spur, e Christies, durante le ultime tre edizioni della Biennale di Venezia. Ma non solo. Per chi volesse unire il lavoro al piacere e al relax, la struttura è dotata di un centro fitness dotato delle migliori attrezzature disponibili e di una Spa di altissimo livello. Quest’ultima, in particolare, è stata progettata con il preciso intento di creare un luogo che ponesse l’uomo e le sue esigenze, al centro di un percorso intimo e individuale con la sola finalità di riportare alla luce il valore del proprio spirito. A questo fine, le tecnologie più avanzate sono state combinate con la forza decorativa dei mosaici di Orsoni, dei vetri di Murano, dei marmi dai toni caldi e dei legni in wengè per una percezione che deve rivelarsi rarefatta ma pur sempre tangibile. Lo spazio è raffinato e avvolgente, impreziosito daIl’equilibrio fra l’opera dei maestri veneziani con il design di forte stampo contemporaneo. L’illuminazione a led, presente in ogni ambiente, ha la precisa funzione di avvolgere lo spazio e il cliente in un’estasi regale. La Spa offre suite da utilizzare sia singolarmente sia in coppia per sostenere l’intera gamma dei trattamenti. Docce emozionali, bagno turco, cabine clienti e l’area dedicata ai trattamenti sono quindi avvolte dallo stesso prestigioso sfarzo dei marmi bianchi di Namibia, del parquet in wengè e degli intarsi in mosaico dorato che caratterizzano l’intera zona benessere.

Tanti eventi in un vecchio Molino

L’Hilton Molino Stucky di Venezia è stato premiato dal 2013 per otto anni consecutivi come la sede più prestigiosa per tenere un congresso o una convention internazionale

Venezia è una delle Città d’Arte italiane che più ha risentito della crisi del turismo, in particolare di quello congressuale. Nella scorsa estate le cose sembravano essersi messe per il meglio, con la Biennale ad attrarre visitatori da tutto il mondo e l’attivazione del sistema di paratie destinate a difendere Venezia dall’acqua alta. Peraltro, il fascino e bellezza di una delle più belle città del mondo rappresentano la migliore garanzia che, non appena la pandemia si sarà smorzata, i turisti torneranno a popolare le isole e le calle cittadine. A chi visita Venezia per la prima volta non passa inosservato un imponente edificio che dall’isola della Giudecca si affaccia sull’omonimo canale. Si tratta di una delle costruzioni industriali più alte di Venezia, costruito su iniziativa dell’industriale di origine svizzera, Giovanni Stucky, che aveva iniziato la sua attività professionale come montatore nel settore dei mulini. Alto quasi due metri e dalla folta barba bionda, l’imprenditore si trasferì nella laguna avendo intuito che, all’epoca, il trasporto su acqua del grano era più veloce e conveniente rispetto a quello su terraferma. Giovanni Stucky, oltre che del Palazzo che oggi ospita l’Hilton Molino Stucky Venice, fu proprietario anche del prestigioso Palazzo Grassi e promotore della Biennale d’Arte. La sua è una figura leggendaria, come testimonia il suo omicidio avvenuto per cause misteriose nel maggio del 1910. Il primo progetto del Mulino, che è stato a lungo considerato fra i più belli costruiti a cavallo del XVIII e XVIX secolo, è del 1884 a opera dell’architetto Ernst Wullekopf che lo volle con la classica e caratteristica facciata e la torre neo-gotica. Terminato di costruire nel 1895, lo stabilimento industriale, attraverso numerosi ampliamenti, arrivò a coprire oltre 30mila mq. Del progetto originario la struttura mantiene la suddivisione in due aree (una maggiore, a sviluppo verticale, una seconda più bassa) e la storia dell’ex-granaio si riflette nelle sue travi imponenti e nei soffitti a forma di silos, nelle torrette appuntite e negli esterni restaurati di mattoni rossi, nei giardini rigogliosi e nelle finestre alte e strette. La trasformazione in albergo è avvenuta dopo un restauro completo del palazzo che ha richiesto dopo un attento studio che garantisse completa aderenza al disegno originale della costruzione, oltre quattrocentocinquantamila mattoni .

Esterno della SPA

Attualmente la struttura è composta da 13 edifici distribuiti su nove piani. Le camere sono 379, di cui 88 Executive, 44 Suite e 1 Suite presidenziale di 300 mq, tutte dotate delle più moderne tecnologie. Un elemento straordinario aggiunto nel corso della ultima ristrutturazione è la piscina panoramica all’ultimo piano dell’edificio Arsenale, a un’altezza di 35 metri sul livello del mare, l’unica nella città con vista a 360 gradi che consente di avere un panorama mozzafiato sui canali di Venezia. All’interno del Molino Stucky Hilton si trova la “Bars & Restaurants Collection”, ovvero bar e ristoranti, intimi, romantici e raffinati. La filosofia è quella di utilizzare prodotti semplici ma di altissima qualità, selezionati dallo Chef secondo il ritmo delle stagioni, nel rispetto della cultura gastronomica italiana. L’hotel ospita un ampio Centro Benessere con palestra di 600 mq, accessibile direttamente in ascensore dalle stanze o tramite una entrata dedicata che si apre nel retro del vecchio molino, lì dove ora è posta la statua che ricorda il suo fondatore. L’Hotel rappresenta il più grande centro congressi di Venezia comprensivo de la Venetian Ballroom, sala plenaria estesa su 1000 m2 ed ulteriori 13 sale meeting, ideali per piccoli eventi e capaci di offrire la flessibilità di cui si può aver bisogno. Un team eventi dedicato dell’Hilton Molino Stucky offre un servizio di alto livello, riconosciuto dal titolo di vincitore come Europe’s and Italy’s Leading Conference Hotel ai World Travel Awards – per l’ottava volta consecutiva dal 2013. La location è ideale per congressi, conventions, feste a tema, lanci di prodotto, sfilate, e cerimonie di premiazione.

Vero o presunto, leggendario o storico buon compleanno Venezia!

Venezia sarebbe stata fondata il 25 marzo del 421 d.C. Testimonianze storiche? Sembra nessuna, così come la fondazione di Roma per convenzione è stata fissata il 21 aprile del 753 a.C. In tempi di Covid e lockdown, l’idea di un compleanno così vetusto e affascinante – ben 1.600 anni -della Serenissima, inizialmente ha acceso molti cuori e intelletti che si sono premurati di dimostrare con prove documentali l’anniversario. Si è arrivati addirittura a far scendere in campo l’Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale Marciana, per spiegare che si tratta di una datazione leggendaria, indotta da cronisti di varie epoche e che non esistono al momento documenti del V° secolo. Risultato? Tutti i quotidiani e social media hanno riportato l’annuncio e la smentita. Per chi volesse sbrogliare questa matassa di persona, consigliamo di prenotare un soggiorno a Venezia e visitare la mostra: “Venezia 1600. Nascite e rinascite”, in programma dal 4 settembre 2021 al 25 marzo del 2022. Le sezioni della mostra, che avrà luogo nell’appartamento del Doge, nel Palazzo Ducale, saranno quasi una quindicina e tracciano un excursus dalle origini del mito a oggi, attraverso tutte le vicende della città: la fortuna di Venezia, gli incendi, le pestilenze, la ricostruzione del Campanile dopo il crollo, l’incendio della Fenice e la sua ricostruzione, la grande alluvione del 1966, la Venezia vicina a noi del XX° secolo e quella dell’imminente futuro. Su Youtube c’è un’anticipazione dei contenuti della mostra. Ma tornando al tema dell’inizio: quella dei 1.600 anni è o non è una bufala? Si tratta solo di una fake new? Un pesce di aprile, visto che Venezia vista dall’alto ha la forma di un pesce? La risposta è che saperlo non ha importanza perché la città lagunare è in grado di reggere a tutto essendo essa stessa qualcosa di magico (Diego Valeri la considerava il sogno di fata Morgana). Vogliamo quindi fare le pulci a tutte le leggende, ai miti e alle favole che ci hanno educato e spaventato? Non sia mai, piuttosto consideriamo questa celebrazione come il tentativo di voler costruire una risorsa identitaria, e come una speranza di rilancio. A testimonianza di ciò, i tanti eventi che via via stanno prendendo forma, alcuni gestiti dalla partecipata Vela Spa (che si occupa delle feste tradizionali come il carnevale e la regata storica), altri direttamente dal Comune che ha istituito una chiamata pubblica per proporre iniziative (www. 1.600.venezia.it). L’augurio, naturalmente, è quello di uscire al più presto da questa pandemia e di ritornare a una Venezia migliore, in cui godere dei suoi famosi centri congressi, degli hotel congressuali, sia in città che al Lido o nelle Isole, ma anche di poter nuovamente usufruire delle infinite attività culturali, mondane, gastronomiche, esperienziali, musicali etc. che la città offre generosamente, fin dalla sua nascita, quale essa sia. Perché Venezia è una signora che sa e deve mettersi in mostra, senza mascherarsi, ma fiera dei suoi anni.

Luciana Sidari

Originale bellezza

Venezia è l’essenza del romanticismo, un luogo sospeso nel tempo dove trascorrere una magnifica esperienza di viaggio. Per questo è da sempre una delle mete più ambite dai viaggiatori di tutto il mondo, icona del turismo italiano. Oggi la città lagunare offre un volto diverso, in cui è possibile scoprire la sua originale bellezza, lasciandosi sedurre dal fascino di una destinazione leggendaria. Quale il punto di partenza per questa scoperta?

Design moderno che guarda alla tradizione
Situato sulla tranquilla Isola della Giudecca, Hilton Molino Stucky è il moderno rifugio da cui iniziare, ideale oasi di pace in cui l’autenticità di Venezia è tutt’oggi conservata. Gode di una posizione privilegiata, grazie all’efficiente sistema di collegamenti che permette di raggiungere il centro storico in pochi minuti a bordo dello shuttle riservato, mentre la stazione di Santa Lucia e l’aeroporto sono facilmente raggiungibili sia con il trasporto pubblico, sia con water taxi. Soggiornando nelle nuove magnifiche camere Molino Premium, recentemente ristrutturate, con un design che richiama la storia dell’Hotel e gli elementi distintivi della città, si può godere di una vista spettacolare, come eccezionale è il panorama che si può ammirare dallo Skyline Rooftop, scelta ideale per un aperitivo, inizio perfetto di una serata da proseguire con una deliziosa cena presso il ristorante Aromi, che propone un menù tutto nuovo ispirato ai profumi delle erbe aromatiche.

Piscina con vista sulla laguna

New concept per Aromi
È un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori e dei profumi di Venezia quello proposto da Aromi, fiore all’occhiello dell’offerta gastronomica di Hilton Molino Stucky. Il pluripremiato ristorante in stile yatching club ha lanciato un nuovo concept che esprime l’essenza di Venezia, della Laguna e dei suoi orti. Alla base di questa innovativa proposta, il menu messo a punto dall’Executive Chef Ivan Catenacci e la sua brigata, con ingredienti semplici, di origine locale e nazionale. Sempre più fedele al suo nome, in ogni piatto viene inoltre utilizzata un’erba aromatica, che anticipa ed esalta l’assaggio con un delizioso profumo. Vista, gusto e olfatto vengono così coinvolti in una armonica esperienza, studiata per poter offrire agli ospiti una cena davvero esclusiva, magari arricchita con una degustazione di oli provenienti da diverse regioni italiane, scelti a rotazione tra le eccellenze del territorio, che si accompagnano a pani e focacce fatte in casa. Di primaria importanza la vocazione vitivinicola del territorio e più in generale dell’Italia, che Aromi celebra con la sua carta dei vini e con gli abbinamenti del Maitre Giovanni Burrafato.

Qualità, innovazione, sinergia
Hilton Molino Stucky ha riaperto ufficialmente il 1° luglio scorso, data che ha coinciso con l’arrivo del nuovo General Manager Antonello De Medici, una figura chiave nell’ambito dell’ospitalità veneziana e nazionale, una scelta che rinnova la volontà del brand Hilton di accrescere il proprio legame con la città. “Abbiamo lavorato molto durante questi mesi – conferma De Medici – per ricostruire una formula di soggiorno innovativa, che facesse dell’Hilton Molino Stucky non un mondo a parte ma una location esclusiva dalla quale scoprire Venezia ed il Veneto. Luoghi e atmosfere richiamano all’ospitalità e al calore dell’accoglienza, ma abbiamo arricchito la proposta di soggiorno con tanti piani emozionali, dalla valorizzazione della location alla scoperta della tradizione. Il nostro sforzo si concentrerà sul riposizionamento della struttura verso una vera esperienza di soggiorno in forte sinergia con la destinazione dalla quale trarremo spunto e reciproci stimoli da trasmettere alla nostra clientela.”