Arte e tecnologia nella capitale della Catalogna

Sono passati circa 30 anni dai Giochi Olimpici del 1992, tenutisi, in Spagna, a Barcellona. Gli economisti lo considerano come uno dei pochi casi in cui l’impatto e i benefici economici dell’organizzazione si sono rivelati positivi. Ospitare un grande evento, infatti, non sempre garantisce un impulso all’economia locale potendo creare situazioni debitorie in grado di scatenare effetti incontrollabili, di cui si rischia di pagare le conseguenze per lungo tempo. A Barcellona, fortunatamente, molti degli interventi e degli investimenti urbani permisero al capoluogo catalano di affermarsi fra le più importanti metropoli mediterranee. Prima dell’assegnazione, Barcellona era una città carente di strutture sportive e di attrezzature dedicate, e con un panorama ricettivo alberghiero e congressuale scadente. L’amministrazione mise in campo un’azione precisa prevedendo oltre la costruzione del Villaggio Olimpico, il recupero del lungomare con il porto olimpico e, più in generale, la piena valorizzazione turistica e culturale della città. A partire dalla riqualificazione del quartiere Poblenou, vecchia area industriale in disuso, che per l’occasione fu adibito a sede delle residenze degli atleti partecipanti, per poi evolversi in un moderno distretto all’interno del quale si sono integrate funzioni di tipo residenziale, commerciale e di svago. Da allora, la dinamicità economica che ha caratterizzato per diversi decenni la Spagna ha reso il quartiere una realtà a forte sviluppo e rigenerazione, con edifici moderni che richiamano suggestioni cinematografiche futuribili. La verticalità appare uno dei leit motiv dell’urbanistica catalana contemporanea, una scelta che ben si sposa anche con le strutture alberghiere che possono così garantire ai propri ospiti un panorama ineguagliabile, a volte capace di spingersi fino ai 360°. La Torre Agbar, 34 piani per 142 metri d’altezza, è oggi a buon diritto un simbolo del panorama urbano di Barcellona. Costruita su progetto dell’architetto francese Jean Nouvel, realizzato in collaborazione con lo studio spagnolo b720 e i costruttori Dragados, la torre ospita la sede della compagnia idrica comunale, combinando diversi concetti architettonici, esaltati da un’operazione di illuminotecnica con 4500 led luminosi che permettono alla torre di cambiare colore durante la sera. A poche centinaia di metri, passeggiando diretti verso il mare, ci si imbatte in un altro suggestivo grattacielo, in questo caso adibito a una funzione esclusivamente ricettiva: il Melià Barcelona Sky. L’edificio è un progetto di un’altra archistar francese, Dominique Perrault. conosciuto per la Bibliothèque Nationale de France e l’intervento sulla Stazione Garibaldi a Napoli. Di proprietà della catena spagnola Melià, lo Sky si distingue per la tensione che spinge lo sguardo verso l’alto. All’ingresso dell’albergo, dopo aver superato la reception si apre un’ampia lobby che svolge ruoli molteplici nel corso della giornata: se al mattino si presta a ospitare la colazione continentale, per il pomeriggio e la sera accoglie i clienti per un aperitivo da poter sorseggiare anche nel gradevole giardino esterno. L’arredamento con le sue linee pulite e minimaliste, non si risparmia nelle scelte cromatiche che spaziano dal rosso acceso al blu cobalto, capaci di animare ambienti che altrimenti potrebbero apparire un pò freddi e anonimi. Le 258 camere sono distribuite su 31 piani in 116 metri di altezza, ovviamente tutte raggiungibili attraverso una serie di ascensori che senza sosta viaggiano sull’asse di trasporto. Tutte le camere sono progettate per gratificare l’ospite con una visuale unica, al medesimo tempo capace di ipnotizzare e illuminare: una risorsa più che valida, al punto di sacrificare parte degli spazi e forzare l’ospite a chiudere le tende prima di addormentarsi. Incredibile il panorama che si gode dalla terrazza panoramica posta al 24° piano, mentre al piano terra il ristorante Merkado offre piatti della tradizione e della cucina mediterranea. In questo grattacielo, c’è anche uno spazio, forse un pò troppo limitato vista la grandezza dell’albergo, dedicato al benessere. La YHI SPA è il marchio di fabbrica del brand alberghiero spagnolo, un format benessere che si ripete nelle differenti strutture. L’hotel ha ottenuto EarthCheck, una certificazione internazionale dal Consiglio del Turismo Sostenibile Globale (GSTC) per lo sviluppo sostenibile nel settore dell’ospitalità e per le prestazioni ambientali e sociali. Melia Barcelona Sky offre anche la possibilità di organizzare convencion, riunioni di lavoro, congressi, presentazioni di prodotti, promozioni ed eventi nell’ Hotel. L’assistenza di una grande squadra di professionisti aiuta a progettare e realizzare un evento unico, dinamico ed innovatore, ne garantirà l’esito. I clienti, se lo desiderano, possono anche utilizzare il Business Center 24 ore su 24. I saloni a luce naturale, le singolari terrazze con una spettacolare vista panoramica e rendono ogni spazio intimo e inimitabile. Per finire, I ME Studio, una soluzione unica e all’avanguardia nel settore, una vetrina esclusiva per qualsiasi tipo di meeting e di evento. Un incubatore di tecnologie all’avanguardia, arte contemporanea e proposte creative, che insieme danno vita a un approccio completamente diverso rispetto alle solite strutture per eventi. La tecnologia, le luci, le attrezzature audio e i gadget più innovativi si fondono con interessanti proposte artistiche, trasformando gli spazi in una location sorprendente.