Congressi e Matrimoni: si riparte

Fra i settori più colpiti dalla crisi legata alla pandemia da Covid19 c’è sicuramente quello del catering nei grandi eventi. Ne parliamo con Andrea Scotacci, fondatore e proprietario dell’Apollinare Catering di Spoleto, dal 1992 una delle più importanti realtà italiane, che da anni cura tutte le reception del Festival della Diplomazia, inclusa la Cena di Gala finale nella prestigiosa Villa Madama. Signor Scottacci, ci parli di come il vostro comparto ha vissuto gli ultimi 18 mesi di pandemia. Il nostro settore è stato tra i più penalizzati. Quest’anno non si sapeva neanche quando sarebbe ripresa la nostra attività in ambito convegnistico e, soprattutto, nel wedding. Le persone che si sposano hanno bisogno di almeno due mesi di preparazione e quest’anno la stagione è in parte compromessa. In effetti, nonostante ci sia uno spiraglio, ho il sospetto che andrà ancora peggio dell’anno scorso, perché all’inizio la pandemia ci aveva colto di sorpresa ma abbiamo tutti capito che bisognava fermarsi per il bene collettivo, mentre ora le difficoltà sono legate alla paura di chi teme che il proprio evento potrebbe essere cancellato da un giorno all’altro.
Quando prevedete un ritorno alla normalità?
Siamo ottimisti, ma chi può dirlo? Sicuramente ci sarà un ritorno alla normalità ma non a breve. Probabilmente quest’anno gli eventi saranno ancora a numeri ridotti. Se i contagi caleranno come sembra, forse il prossimo anno, e la mia percezione è che c’è in tutti voglia di ricominciare
Possiamo ipotizzare che il Covid cambierà radicalmente il modo di organizzare eventi come quelli per i quali fornite servizi.

Quale immagina sarà il futuro del settore?
Per certo ci sarà una maggiore richiesta di sicurezza, sia negli allestimenti che nel distanziamento fra gli ospiti. Inoltre il servizio ai tavoli dovrà essere molto più accurato e si avrà difficoltà ad allestire buffet autogestiti. Il nostro personale dovrà essere sottoposto a continui controlli sanitari ma questo potrebbe riguardare anche gli invitati.
Come giudica il sostegno economico al vostro settore e quali ritiene che siano state le principali carenze? C’è ancora tempo?
Gli aiuti sono stati molto pochi, nell’ultimo decreto sostegni abbiamo preso l’1-2% del fatturato medio. L’Italia non è gode di ottima salute economica, pensavamo però che avremmo avuto almeno degli sgravi contributivi per assumere e ridurre il costo del lavoro. Ma sono mancati. Stiamo ricominciando a lavorare e assumere, ma ci troviamo ad affrontare la stagione con molti più costi, più tavoli e più personale, e il green pass ancora è un lato oscuro. Non so se è stato a causa di pressioni o scarsa organizzazione ma il mondo degli eventi, quello delle luci, delle location, dei fioristi, dei cinematografi è stato dimenticato.
Cosa stanno facendo le associazioni di categoria per supportare i propri iscritti?
La nostra associazione FEU sta facendo pressione sul governo ma finora è riuscita a concludere poco, forse non ci considerano un settore produttivo importante da essere nei loro pensieri.

Dobbiamo purtroppo aspettarci che molte attività come la vostra non superino la crisi?
Non sappiamo, per il momento noi teniamo duro. Ricominciando ce ne renderemo conto. Molti sono entrati in crisi, comunque vedremo.

Per eventi e congressi lenti firmati slow food

Nel lontano 1986, Carlo Petrini fondò l’associazione Slow Food. Da allora sono state innumerevoli le iniziative legate alla convivialità e alla valorizzazione della storia e cultura dei territori, insieme alla creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche, dove giovani provenienti da tutto il mondo approdano ogni anno per scoprire i sapori, le eccellenze gastronomiche, le migliori tecniche produttive, e il restauro della splendida area dell’Agenzia a Pollenzo. Uno dei borghi più suggestivi del nord Italia, iscritto nel Patrimonio Mondiale Unesco, che sorge nel cuore di un territorio unico al mondo, composto dalle verdeggianti colline di Langhe e Roero. Un luogo in cui bellezza paesaggistica e storia (Pollenzo era una antica città romana), si fondono in una location inestimabile capace di attrarre la preferenza persino di un Re. Era il 1883, infatti, quando Carlo Alberto di Savoia, decise che qui sarebbe sorta una delle tenute sabaude più prestigiose ma soprattutto l’Agenzia: un polo economico con un centro di ricerca per il miglioramento della redditività agricola. Il tempo e guerre hanno portarono a un decadimento architettonico del complesso ma, grazie a capitali raccolti da azionisti pubblici e privati, dal 2004, Pollenzo ospita la sede della prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo, la prestigiosa Banca del Vino e l’Albergo dell’Agenzia.

Banca del Vino

La struttura di quest’ultima è immersa in un parco in stile giardino romantico inglese. Qui gli ospiti possono vivere una vera full immersion nel verde e rinfrancare oltre che lo spirito il corpo, grazie ad attrezzature e percorsi fitness che si articolano tra meravigliosi roseti, prati, vialetti e che toccano vere attrazioni come la Ghiacciaia sabauda, l’area archeologica romana, l’orto didattico e il ricco frutteto dell’Università di Scienze Gastronomiche. Passando all’edificio che ospita l’albergo, ciò che incanta è l’attenta scelta dei materiali che ricordano, quando non originali, quelli dell’epoca albertina. Anche gli interni sono stati concepiti per richiamare la tradizione del posto, tra accoglienti pavimenti in cotto e eleganti soffitti di legno a cassettone, marmi e raffinati arredi in pelle Frau. 70 le camere e le suite a disposizione dei clienti, ognuna delle quali porta il nome di un prestigioso cru di Barolo, Barbaresco o Roero. Punta di diamante della struttura è il ristorante con la splendida vista offerta da un dehor a vetrate che permette di immergersi nelle suggestioni del parco reale durante tutto l’anno. L’area “Slow Beauty” propone percorsi sensoriali che comprendono massaggi e trattamenti a base di tartufo, nocciole, lavanda e zafferano; un bagno turco in muratura, una vasca idromassaggio, la grande piscina riscaldata antistante l’albergo e la palestra interna dotata di moderne attrezzature. 5 luminose sale congressi combinano la bellezza di un edificio storico con la funzionalità delle dotazioni tecnologiche. Le sale, si affacciano sulla corte interna e hanno una capienza che va dai 220 posti della Sala Rossa ai 35 della Sala Azzurra, garantendo la giusta dimensione a ciascun evento e la gestione di più gruppi di lavoro in parallelo. La struttura è inoltre in grado d’offrire agli ospiti un’esperienza indimenticabile tra le oltre centomila bottiglie selezionate tra i migliori vini al mondo e custodite sotto alle volte in mattone delle cantine. Insomma, la scelta ideale per un congresso o un evento da affrontare con la dovuta “lentezza”.