Ottimismo e preoccupazioni

Dalla manifestazione di Rimini arrivano analisi e tendenze per il settore turistico e dell’ospitalità che raccontano il passato, ma servono poco per scenari futuri

Dopo la grande crisi, il turismo sembrava essersi rimesso in moto. Questo è quanto era emerso dal TTG Travel Experience tenutosi lo scorso ottobre nel quartiere fieristico di Rimini insieme a SIA Hospitality Design e SUN Beach& Outdoor Style. Una ripartenza che appena qualche mese fa si alimentava nella fiducia e sui numeri – aveva esordito il ministro del Turismo Massimo Garavaglia – Nel 2021 il nostro PIL è cresciuto del 6% e continuerà a crescere di almeno un altro 4% l´anno venturo, e ciò ci porterà a riassorbire questi due anni di pandemia”. Un ottimismo non esagerato ma che oggi dovremo forse riconsiderare. “Il turismo, per l´Italia, – ha sostenuto il ministro Garavagliapuò tranquillamente arrivare al 20% del Pil, l´importante è organizzarsi e programmare. Nel PNRR i fondamentali ci sono, anche per il digitale, e poi ci sono i due miliardi per la qualità del sistema ricettivo”. Andamento della pandemia permettendo, si tratta di una grande opportunità che l´Italia deve saper cogliere per dotarsi di infrastrutture adeguate e per far rifiorire le proprie bellezze e intercettare e gestire al meglio i flussi europei e internazionali verso il nostro Paese. “L´Italia ha bisogno di normalità, i turisti torneranno – ha assicurato il presidente di Federalberghi Bernabò BoccaPer il 2022 bisogna attuare un piano di ristrutturazione, dopo un anno in cui per gli alberghi è mancata la componente intercontinentale dal Far East e Russia. Le imprese hanno perso circa il 70% del fatturato. Siamo il primo Paese in Europa per numero di alberghi, 33 mila hotel e 1,3 milioni di camere. L´unica cosa che bisogna fare è ristrutturare e dare aiuti selettivi in base al fatturato”. Oggi è evidente che la fiducia e la speranza sono tutte riposte sull’azione dei vaccini e la protezione garantita dal Green Pass. C’è ancora bisogno, però, di misure di sostegno per le imprese, come il fondo rotativo per le imprese alberghiere, e oltre al PNRR si dovrà attingere anche ai fondi strutturali europei. “La pandemia ha accelerato processi già in corso e ha fatto sì che gli Italiani riscoprissero l´Italia come destinazione per le loro vacanze – ha ricordato Giorgio Palmucci, presidente di ENIT – ma per raggiungere e riportare da noi i turisti provenienti da tutto il mondo, abbiamo sviluppato nuove strategie e attività per l´hub digitale. Ora è importante lavorare assieme per tornare a portare in alto le eccellenze italiane e per la ripresa dei flussi turistici, soprattutto quelli intercontinentali dal Medio Oriente, Asia e le Americhe”.

Ingresso Fiera di Rimini

La domanda che oggi in molti operatori si pongono è se possibile programmare per il 2022 e gli anni a venire, le proprie iniziative partendo dai dati del 2021. (+46% per il turismo balneare e circa il 20% per quello montano, lacuale e termale). La risposta è positiva per quanto riguarda gli italiani che continueranno a scegliere località vicine. Per circa l’80% nelle regioni limitrofe, e la quota restante nella stessa regione. Come favorire gli arrivi nelle città d´arte, che da sempre sono state una tradizionale meta degli stranieri? Una quarta ondata e l’incertezza sulle riaperture totali delle frontiere e sulle restrizioni sanitarie per i turisti europei ed extra Ue potrebbero rimettere in discussione le più rosee previsioni. Un nuovo calo dei fatturati dei servizi turistici nel loro complesso che ricada ancora soprattutto sulle attività ricettive, si ripercuoterebbe sull´occupazione del comparto alberghiero, già diminuita di circa il 40% fra tempo indeterminato e determinato.

Chiusure degli hotel e licenziamenti tra crisi, ristrutturazioni e acquisti

La crisi non accenna a finire e molte strutture alberghiere in assenza di clienti preferiscono chiudere. Per ristrutturare. Ma intanto c’è chi compra…

Le città d’arte sono quelle che stanno pagando il prezzo più alto per la crisi del turismo e del settore congressuale. In particolare Roma, dove – secondo l’Ente bilaterale del turismo – ci sarebbero 8 mila posti di lavoro a rischio negli alberghi della Capitale. La veloce diffusione dei contagi nelle ultime settimane ha comportato molte disdette e la cancellazione delle poche manifestazioni, delle fiere e degli eventi in programma. Dei circa 1280 hotel cittadini almeno 350 non hanno mai riaperto da marzo 2020, e di questi molti probabilmente non riapriranno. A essere colpiti soprattutto gli alberghi di lusso, molti dei quali appaiono come abbandonati nonostante abbiano fatto la storia della capitale d’Italia. Hanno già chiuso il Majestic di Via Veneto, lo Sheraton Roma Hotel & Conference Center con le sue 640 camere, 30 sale adibite a convegni e conferenze che sono vuote dal 16 marzo 2020, Giorno in cui ha chiuso i battenti senza più riaprire. Prima in cassa integrazione e poi licenziati tutti i 164 dipendenti: addetti alle camere, operai, amministrativi, chef, prenotazioni e ricevimento oltre che segretari e front office manager. Si pensa che a breve chiuderà anche l’Hotel Cicerone, ma il rischio è che a breve altre strutture verranno definitivamente sbarrate. La chiusura del Fis (fondo integrazione salariale) al 31 dicembre 2021 non mette in ginocchio solo gli alberghi perché a essere risucchiate nella crisi sono anche le guide turistiche, i tour operator, le aziende dei grandi eventi, la ristorazione, i servizi al turismo, i taxi, gli Ncc, le aziende di pulizie, lavanderia e manutenzione. L’elenco delle aziende sull’orlo della chiusura è drammaticamente lungo. Nei due ultimi anni a Roma si è registrata una contrazione della domanda del -81,2%, con un conseguente taglio di oltre il 70% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e del 75% il fatturato delle imprese di settore. Un calo che ha avuto ripercussioni anche sul Pil nazionale con un -1,97%. Per il presidente dell’Associazione di categoria, Giuseppe Roscioli, “la recente chiusura di alcuni grandi alberghi, è solo la punta di un iceberg: tutto il mondo del turismo è ormai in cortocircuito” L’emergenza durerà ancora a lungo e per contrastarla si aspetta il ripristino della Cassa integrazione Covid, il sostegno alle aziende in affitto con il credito di imposta e quelle di proprietà con la sospensione della rata Imu. In questa fase serve bloccare i licenziamenti nel settore in particolare nelle città d’arte. In questo scenario s’inseriscono i sospetti che le società proprietarie degli hotel vogliano sfruttare le chiusure per realizzare lavori di ristrutturazione, restauro e ammodernamento che oggi vengono presentati come improcrastinabili. Dopo i lavori, che di norma possono durare anche uno o più anni, gli alberghi riapriranno al pubblico e le Società non avranno alcun obbligo con gli attuali dipendenti licenziati. Altro aspetto da considerare è l’interesse mostrato, nonostante la crisi, verso gli alberghi italiani. Bill Gates e il suo marchio di hôtellerie Four Seasons, proprietario di oltre 100 hotel e resort di lusso dislocati in 47 Paesi in tutto il mondo, hanno da poco comprato lo storico Danieli, il più antico hotel di Venezia, che sarà pronto nel 2024 ed ospiterà fino a 200 camere. L’acquisto segue la recente apertura del San Domenico a Taormina, acquistato nel 2016, e fa parte di un progetto più ampio, che vedrà forse intensificarsi la presenza del brand nell’ospitalità di lusso in Italia. Una strategia controcorrente che si basa su acquisti a prezzi di realizzo o su analisi predittive che a noi italiani sfuggono.

Che futuro attende le agenzie di viaggio tradizionali?

La crisi degli ultimi anni sta eliminando tante piccole realtà territoriali che già soffrivano della concorrenza dei grandi portali di prenotazione aeree e alberghiere. Come sopravvivere?

Solo quando la pandemia sarà un brutto ricordo si potrà stilare l’elenco dei settori economici che più hanno sofferto la crisi che all’improvviso si è abbattuta e ha travolto l’Italia e il mondo intero. Allora risulterà che le imprese del commercio e della ristorazione, della cultura, dei servizi, dei trasporti e del turismo occupano sicuramente e stabilmente, da almeno due anni, i primi posti. Quella delle agenzie di viaggio e dei tour operator è una specifica categoria in crisi, anche perché stava già vivendo un momento di diffoltà, sotto attacco a causa della trasformazione digitale dei modelli di acquisto dei viaggi e delle vacanze. Solo in Italia stiamo parlando di oltre 13 mila imprese e ottantamila addetti che corrono il rischio di chiudere e rimanere definitivamente a casa. L’intero comparto del turismo organizzato è rimasto quasi bloccato per lunghi periodi, in pratica, durante tutta la pandemia. Il settore, pre-covid, generava un volume d’affari di oltre 13 miliardi l’anno, un vlume di affari che gli interventi e sostegni governativi non sono evidentemente stati in grado di ripristinare. Da tempo le principali associazioni del comparto Astoi, Fiavet, Fto-Confcommercio, Assoviaggi-Confesercenti, Aidit e Maavi, si sono coordinate per affrontare in maniera unitaria la crisi e per gridare con una sola voce che il tempo è ormai scaduto. Neanche il minimo risveglio del mercato registrato prima che la terza ondata del Covid ributtasse il paese nel panico, sarebbe bastato a ridare energia alle tante piccole e grandi agenzie di viaggio sparse sul territorio nazionale ma, almeno, si era aperto uno spiraglio in uno scenario dalle prospettive a dir poco catastrofiche. Il settore infatti, ha visto un crollo di 3 miliardi di euro nel 2020 e ha chiuso il 2021 in una situazione ancora peggiore, probabilmente intorno ai 2,5 miliardi di ricavi, con una riduzione superiore all’80%. Sono scesi quasi a zero i viaggi degli italiani verso l’estero che nel 2021 hanno manifestato una flessione superiore al 92% a causa della chiusura di quasi tutte le mete extra Ue.

Anche il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi ha registrato un tonfo dell’80%. Grandi le difficoltà per l’incoming organizzato che è crollato l’assenza di stranieri con un calo del 54,6%, mentre il turismo scolastico è stato completamente azzerato per il terzo anno consecutivo. Queste le cifre segnalate dagli operatori che chiedono con urgenza nella legge di bilancio la proroga almeno fino a giugno 2022 della CIG covid che è scaduta il 31 dicembrescorso, e il rifinanziamento del fondo ad hoc per agenzie viaggio e tour operator con almeno altri 500 milioni di euro. Agenzie di viaggio e tour operator pensano che anche l’estensione del credito d’imposta sulle locazioni commerciali e affitto d’azienda fino al 30 giugno 2022 potrebbe rappresentare una goccia nel mare della crisi. Ci si aspetta che a breve si possano aggiungere, con l’ampliamento della platea vaccinale, la rimozione del divieto di viaggiare per Turismo e un ricorso maggiore a protocolli di sicurezza efficaci, in maniera da premiare i viaggiatori immunizzati, e non ultimo, interventi di natura finanziaria con la creazione di un prestito ponte di almeno 24 mesi a tasso zero per consentire alle imprese di rimborsare i voucher viaggio non utilizzati che scadranno a breve. A fronte di una perdita del settore che in in 20 mesi ha raggiunto circa 20,5 miliardi, non è solo una questione relativa alla quantità di aiuti governativi previsti – il Governo ha finora stanziato meno di 700 milioni – ma anche dei tempi con cui gli aiuti sono arrivati, apparentemente con il contagocce, tant’è che ci sono ancora decine di milioni da distribuire. Il quadro è certamente molto negativo ma ad onor del vero, lo Stato italiano per Tour operator e agenzie di viaggio ha già speso molto di più, visto che dall’inizio della pandemia è stato fatto ricorso a un uso massiccio degli ammortizzatori sociali con la quasi totalità delle imprese con il personale in cassa integrazione al 100%. Non bisogna infatti dimenticare che il 98% delle aziende non sarebbe stato in grado di coprire il costo del lavoro senza ammortizzatori e più dell’80% ha pensato di fare licenziamenti. Certamente i dati e gli scenari futuri sono estremamente preoccupanti soprattutto poiché nel comparto delle agenzie turistiche, il 70% degli occupati sono donne, circa 60mila, cui questa crisi se dovesse prolungarsi a lungo farebbe perdere il lavoro. In questa maniera si butta all’ortica non solo l’occupazione, ma anche tanta professionalità e numerose imprese in rosa. 9

Italian Knowledge Leaders: come favorire l’acquisizione di congressi internazionali di rilievo

L’Italia può contare su un altissimo numero di Opinion Leader che, grazie alla loro capacità, esperienza e volontà di rappresentare le rispettive comunità professionali, hanno raggiunto posizioni di prestigio all’interno delle rispettive associazioni internazionali di riferimento: è a loro che dobbiamo la leadership del nostro Paese in moltissime aree scientifiche e professionali.

Al tempo stesso, tali figure sono i principali protagonisti di un’ulteriore opportunità di crescita economica e culturale per tutto il Paese; un’opportunità rappresentata da tutti quegli eventi e congressi internazionali che – proprio grazie alla loro reputazione – l’Italia ha la possibilità di aggiudicarsi; a patto però che siano adeguatamente supportati da un intero sistema composto da istituzioni e operatori del settore degli eventi.
Secondo una ricerca preliminare effettuata da CBItalia ed ENIT, l’Italia si piazza al 6° posto a livello mondiale per “capitale intellettuale disponibile”, ovvero per il numero di opinion leader coinvolti attivamente in organi decisionali di associazioni professionali e scientifiche internazionali. Parliamo di circa 3.500 profili di altissimo livello, di cui 100 in posizioni di Presidente o Chairperson, che Italian Knowledge Leaders si prefigge di supportare. Da sempre la Mice Industry fonda la sua azione su valori quali la collaborazione e la diffusione della conoscenza, finalizzati a creare una connessione virtuosa tra il progresso scientifico e le ricadute economiche e sociali che i convegni associativi sono in grado di generare ai fini di favorire una società basata sulla conoscenza.

Italian Knowledge Leaders è un progetto nato grazie alla volontà di ENIT e CBItalia, con l’obiettivo di assegnare alle eccellenze italiane in ambito accademico e scientifico il riconoscimento quali ambasciatori del capitale intellettuale del nostro Paese, per la qualità e per la continuità del loro impegno anche ai fini di accrescere il numero di convegni internazionali di prestigio che si svolgono in Italia. Non solo: Italian Knowledge Leaders cercherà di far emergere nuovi ‘leader intellettuali’, incoraggiandoli e supportandoli in una maggiore attività a livello internazionale per contribuire alla promozione dell’Italia come ‘destinazione del sapere’ e, di conseguenza, del futuro. Con Italian Knowledge Leaders si intende avviare un percorso che metta a sistema il supporto strutturato delle Istituzioni Italiane, delle destinazioni e delle aziende private operanti nella Meeting Industry a favore dei ‘knowledge leader’ italiani. Il progetto prevede un accompagnamento ai processi di candidatura dei grandi congressi internazionali, in particolare quelli associativi, che costituiscono un settore trainante nella promozione e nello sviluppo delle “Knowledge Destinations”, siano esse nazioni, città o regioni; grazie all’indiscusso impatto economico, sociale e culturale.


Il progetto sarà presentato mercoledì 24 novembre p.v. dalle 18:00 alle 19.30 presso l’Auditorium Antonianum, in Viale Manzoni 1, a Roma, con la partecipazione del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il Prof. Walter Ricciardi e il Prof. Ferruccio Resta, Presidente CRUI. L’evento coinvolgerà gli esponenti delle istituzioni locali e nazionali, una delegazione dei principali ‘Italian Knowledge Leaders’, ovvero membri di spicco delle Associazioni scientifiche e professionali internazionali di riferimento, insieme alle destinazioni italiane, che avranno la possibilità di estendere l’invito ai principali interlocutori delle istituzioni del loro territorio, insieme ad agenzie di organizzazione congressuale, Centri Congressi ed Associazioni di Categoria. Modera il giornalista e conduttore televisivo Andrea Pancani.

La filiera della meeting industry è centrale per Enit nel rilancio dell’Italia turistica. Attraverso questa iniziativa puntiamo soprattutto sul segmento associativo, che rappresenta il 25 per cento del comparto, ed è fonte di crescita economica e sociale ma anche un’opportunità di accrescimento culturale. La collaborazione stretta con i professionisti e il mondo accademico è di grande valore per contribuire a sostenere l’offerta turistica nazionale ad accrescere appuntamenti, convegni e conferenze a beneficio di tutto l’indotto turistico. Un nuovo modo di fare squadra. Come e più di prima” dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

Un’economia ad alto tasso di conoscenza, basata su concetti di ‘capitale intellettuale’, creatività e scienza è sempre più un fattore strategico per la crescita di un numero sempre maggiore di settori industriali e per la promozione delle destinazioni.” – commenta Carlotta Ferrari, Presidente CBItalia– “Non è un caso, infatti, che le destinazioni più strutturate stiano già lavorando affinché i loro modelli di sviluppo economico prevedano un maggior coinvolgimento della comunità accademica, delle università e dei centri di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di supportare e favorire l’innovazione, la collaborazione in campo scientifico e la crescita di nuovo business digitale e creativo in modo da dare un valore aggiunto alla propria offerta” – conclude Ferrari.

Ambasciatori IORA in visita al Cruise Terminal di Civitavecchia

Ambasciatori IORA a Civitavecchia Nell’ambito delle attività dell’Italy-IORA Committee, volte a promuovere la cooperazione tra l’Italia e l’Indian Ocean Rim Association, il Ministero degli Affari Esteri, ha organizzato, insieme a Federazione del Mare, Costa Crociere e il Festival della Diplomazia, una visita al Roma Cruise Terminal di Civitavecchia, dedicata a una delegazione di Ambasciatori di Australia, Bangladesh, Indonesia, Iran, Kenya, Malaysia, Madagascar, Mozambico, Sri Lanka, Sud Africa. Tema dell’incontro “Sustainable Cruise Turism” e il potenziale mercato per il turismo crocieristico internazionale.
L’incontro è proseguito con i saluti istituzionali di Francesco Tomas, Comandante del Porto di Civitavecchia, di Valentina Corrado, Assessore al Turismo Regione Lazio e di Ernesto Tedesco, Sindaco di Civitavecchia e Mario Zanetti, DG Costa Crociere.

L’industria del turismo linguistico è in ginocchio

Uno dei settori del turismo più colpiti dalla pandemia è quello dei soggiorni all’estero per imparare una lingua straniera. Le nazioni più colpite, Malta e il Regno Unito. Ogni anno, centinaia di migliaia di giovani partono dalle loro città e si trasferiscono in un altro paese per vivere in famiglia o in un college un’esperienza nuova, studiando insieme a tanti altri coetanei, con la speranza di apprendere o perfezionare l’idioma scelto, nella maggior parte delle volte, l’inglese. è quello che promettono i programmi di apprendimento linguistico di tante agenzie specializzate che, nel corso degli ultimi decenni avevano visto il proprio giro d’affari crescere in maniera esponenziale. Come motivazione di fondo c’è la consapevolezza pratica, soprattutto nelle famiglie, che parlare più di una lingua apre le porte del mondo di lavoro più qualificato ed è una caratteristica indispensabile in un curriculum vitae. Da parte dei ragazzi, invece, dedicarsi allo studio dedicandogli una parte delle proprie vacanze, è il trade off più che accettabile in cambio di un soggiorno lontano da casa, in località in cui non si studia soltanto ma si vivono anche momenti di socialità, di divertimento e, spesso, di sballo, fuori dal controllo dei genitori. Negli ultimi tempi, poi, a questa motivazione ludica si è aggiunta la voglia di poter comunicare in rete e seguire chat, influencer e artisti che parlano e scrivono nella lingua di Shakespeare. Di fatto, le persone che al mondo studiano l’inglese come lingua straniera sono quasi due miliardi, quattro volte il numero dei madrelingua. Uno strapotere, quello dell’inglese, che oscura il desiderio che si mostra verso l’apprendimento di altre lingue, a partire dal francese e dallo spagnolo, molto più indietro il tedesco, mentre appare in relativa crescita il numero degli studenti, soprattutto liceali, che si avvicinano al cinese. Ad incrementare il turismo a fini linguistici sono stati anche gli scambi studenteschi, che all’improvviso sono andati incontro a un blocco totale. C’è da dire che, come in altri settori, a supplire l’impossibilità di muoversi fra i diversi paesi sono intervenute le nuove tecnologie, a partire dai tutorial e dalle app che traducono in tempi rapidissimi interi testi, permettendo così di comunicare in chat senza sforzo, digitando intere conversazioni sul proprio cellulare. Il rischio che questo possa in futuro ridurre in maniera definitiva il turismo verso le località che si vantano di avere le migliori scuole di lingue, è molto più basso di quello che riguarda il mondo dei congressi e delle fiere, perché in realtà, ad attirare i giovani non è certo l’esigenza di aggiornarsi o fare affari, attività che si possono realizzare anche in rete al pari degli esercizi di grammatica e fonetica, ma il contorno che si immagina di vivere in vacanza, dove alle poche ore dedicate allo studio si affiancano tante attività più divertenti nei quartieri pieni di giovani e di musica assordante. Meglio, quindi, non indagare sui risultati raggiunti nel corso, ma in molti dicono che, più che la pratica linguistica, quello che si sviluppa maggiormente è la capacità di stabilire contatti, al punto che si apprendono parole nelle lingue più disparate, pur di aprire potenziali rapporti con ragazzi e ragazze di altre nazioni. Quando si riprenderà a organizzare vacanze studio? A questo quesito non è facile rispondere considerate le difficoltà che le scuole hanno incontrato negli ultimi due anni e che ancora non vedono all’orizzonte soluzioni efficaci. I giovani spingono per tornare a viaggiare ma le famiglie offrono resistenze difficili a essere superate e nel frattempo la filiera legata a questo segmento è tutta colpita economicamente. Offrire corsi on line può soddisfare l’aspetto formale che porta a un certificato, ma la lingua reale s’impara parlando con la gente del posto, nei mercati, nei caffé, sugli autobus, e perché no, anche in discoteca o in un pub.

Congressi e Matrimoni: si riparte

Fra i settori più colpiti dalla crisi legata alla pandemia da Covid19 c’è sicuramente quello del catering nei grandi eventi. Ne parliamo con Andrea Scotacci, fondatore e proprietario dell’Apollinare Catering di Spoleto, dal 1992 una delle più importanti realtà italiane, che da anni cura tutte le reception del Festival della Diplomazia, inclusa la Cena di Gala finale nella prestigiosa Villa Madama. Signor Scottacci, ci parli di come il vostro comparto ha vissuto gli ultimi 18 mesi di pandemia. Il nostro settore è stato tra i più penalizzati. Quest’anno non si sapeva neanche quando sarebbe ripresa la nostra attività in ambito convegnistico e, soprattutto, nel wedding. Le persone che si sposano hanno bisogno di almeno due mesi di preparazione e quest’anno la stagione è in parte compromessa. In effetti, nonostante ci sia uno spiraglio, ho il sospetto che andrà ancora peggio dell’anno scorso, perché all’inizio la pandemia ci aveva colto di sorpresa ma abbiamo tutti capito che bisognava fermarsi per il bene collettivo, mentre ora le difficoltà sono legate alla paura di chi teme che il proprio evento potrebbe essere cancellato da un giorno all’altro.
Quando prevedete un ritorno alla normalità?
Siamo ottimisti, ma chi può dirlo? Sicuramente ci sarà un ritorno alla normalità ma non a breve. Probabilmente quest’anno gli eventi saranno ancora a numeri ridotti. Se i contagi caleranno come sembra, forse il prossimo anno, e la mia percezione è che c’è in tutti voglia di ricominciare
Possiamo ipotizzare che il Covid cambierà radicalmente il modo di organizzare eventi come quelli per i quali fornite servizi.

Quale immagina sarà il futuro del settore?
Per certo ci sarà una maggiore richiesta di sicurezza, sia negli allestimenti che nel distanziamento fra gli ospiti. Inoltre il servizio ai tavoli dovrà essere molto più accurato e si avrà difficoltà ad allestire buffet autogestiti. Il nostro personale dovrà essere sottoposto a continui controlli sanitari ma questo potrebbe riguardare anche gli invitati.
Come giudica il sostegno economico al vostro settore e quali ritiene che siano state le principali carenze? C’è ancora tempo?
Gli aiuti sono stati molto pochi, nell’ultimo decreto sostegni abbiamo preso l’1-2% del fatturato medio. L’Italia non è gode di ottima salute economica, pensavamo però che avremmo avuto almeno degli sgravi contributivi per assumere e ridurre il costo del lavoro. Ma sono mancati. Stiamo ricominciando a lavorare e assumere, ma ci troviamo ad affrontare la stagione con molti più costi, più tavoli e più personale, e il green pass ancora è un lato oscuro. Non so se è stato a causa di pressioni o scarsa organizzazione ma il mondo degli eventi, quello delle luci, delle location, dei fioristi, dei cinematografi è stato dimenticato.
Cosa stanno facendo le associazioni di categoria per supportare i propri iscritti?
La nostra associazione FEU sta facendo pressione sul governo ma finora è riuscita a concludere poco, forse non ci considerano un settore produttivo importante da essere nei loro pensieri.

Dobbiamo purtroppo aspettarci che molte attività come la vostra non superino la crisi?
Non sappiamo, per il momento noi teniamo duro. Ricominciando ce ne renderemo conto. Molti sono entrati in crisi, comunque vedremo.

Adda passà ‘a nuttata… ma i mesi trascorsi non si dimenticano

Adda passà ‘a nuttata, è una delle battute teatrali più famose scritte da Eduardo De Filippo. A pronunciarla è il medico quando, dopo estenuanti ricerche, viene finalmente trovato il farmaco che promette di salvare la vita di Rituccia, figliola di Gennaro e Amalia. Ma, nell’ultima scena di Napoli Milionaria, commedia scritta nel 1945 quando l’Italia era appena uscita dall’incubo della seconda guerra mondiale, è Eduardo, nei panni di Gennaro, che ripete la frase, ormai entrata, a pieno titolo, nella cultura popolare nazionale. Tant’è che questa espressione viene spesso usata in circostanze drammatiche, come simbolo di speranza e ottimismo, per rincuorare le persone angosciate, non solo da gravi condizioni di salute, ma anche dalle conseguenze lasciate da una crisi, economica o sociale, non ancora del tutto conclusa. Nel finale della commedia di De Filippo, Amalia guarda il marito con occhi interrogativi nei quali si leggono domande senza risposta: Come faremo? Potremo ritornare quelli di una volta? Quando? Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: S’ha da aspettà, Ama’. Ha da passà ‘a nuttata. La pandemia da Covid19 non è stata una guerra ma i danni che ha provocato, soprattutto nel mondo turistico ricettivo e del MICE, sono di analoga portata. Scegliere, quindi, una frase portatrice di ottimismo, esattamente come fa il medico, speranzoso circa la guarigione della bambina della commedia, o come si mostra il padre, necessariamente fiducioso in un futuro che dovrà essere più luminoso di un recente passato buio, non è casuale. Sono in molti ad averci pensato in questi giorni, quando sembra che il periodo più difficile e senza precedenti, della nostra storia recente, stia per terminare. Abbiamo tutti bisogno di speranza e di momenti migliori. Lo si legge negli occhi di chi è tornato, seppur con molte limitazioni, a riempire i ristoranti all’aperto, a prenotare un albergo, a viaggiare, a organizzare un congresso o un matrimonio. Le buone notizie che riguardano la campagna vaccinale, il numero dei contagiati che scende, l’allentamento della pressione sugli ospedali e, soprattutto, vedere il pur piccolo ritorno dei turisti stranieri nelle nostre città d’arte, stanno rianimando la nostra vita quotidiana. Eppure sarebbe un errore pensare che sia tutto finito. Avremo un’altra estate caratterizzata per lo più da un turismo nazionale e di prossimità.

Il timore che le varianti del virus riducano l’efficacia dei vaccini, così come l’incertezza sulla loro sicurezza, aleggiano nelle discussioni che si ascoltano per strada o fra amici e parenti, a dimostrare che il grande panico che ha caratterizzato gli ultimi 18 mesi non si è ancora esaurito. La paura, si sa, è il più grande ostacolo alla mobilità, e quest’ultima è l’elemento indispensabile per rimettere in moto la ruota del turismo e dei viaggi. Non bisogna però rinunciare all’ottimismo, perché come scriveva Pier Paolo Pasolini:se non esistesse la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a scrivere.” Come però disse, anni fa, Romano Prodi: “Il passaggio dal pessimismo all’ottimismo si ha solo attraverso un’azione politica forte e coraggiosa”. Una cosa che, a mio parere, non si è ancora vista. C’è il rischio, infatti, che le norme meno restrittive emanate dall’ultimo DPCM facciano sembrare ciò che il settore ha vissuto dal febbraio 2020, come una cosa del passato, ormai conclusa, quasi da dimenticare. Difficile farlo, però, se si è rimasti chiusi per mesi, con ristori ridicoli, con bollette e tasse da pagare, in cassa integrazione o senza lavoro. Il ritorno del sorriso sulla bocca, la speranza per il futuro, non possono far cadere nel dimenticatoio le sofferenze patite, le frustrazioni, le perdite economiche, la depressione di tanti. Far ripartire interi settori che offrivano lavoro a milioni di persone non è semplice, certamente c’è bisogno di tanto ottimismo, ma nello specifico di importanti interventi che solo la politica potrà attuare, con l’aiuto del recovery fund europeo, ma soprattutto tramite una visione e una programmazione illuminata e creativa.

Nasce Uvet Events

l gruppo Uvet – polo italiano del turismo, fra fornitura di servizi e soluzioni innovative per viaggi leisure, mobility management ed eventi – ha annunciato la nascita della nuova divisione Uvet Events: si tratta di un’operazione che coincide con la fusione di Uevents, società del gruppo leader in Italia nella progettazione e realizzazione di eventi MICE guidata da Laura Garbarino – ed Econometrica – società attiva nell’editoria e negli eventi, fondata e gestita da Gian Primo Quagliano, con un focus specifico dedicato al mercato dell’auto aziendale e del fleet management. L’obiettivo di questa novità è di rafforzare e rendere ancora più efficiente la parte eventi del Gruppo Uvet che, attraverso la nascita di una singola divisione, godrà di un’unica cabina di regia e di gestione per la conduzione delle linee di business legate alla progettazione di eventi, convention, viaggi incentive e attività di formazione aziendale.

Studiare i trend del mercato per organizzare la propria ripartenza

Il mondo intero è impegnato nella lotta per vincere il Covid 19. Le statistiche registrano la tragica crescita del numero delle vittime, mentre a tutt’oggi manca ancora un dato ufficiale relativo alle imprese del turismo, del mondo congressuale e del turismo termale in grandissima sofferenza o addirittura chiuse. Gli albergatori su tutto il territorio nazionale, rappresentano la spina dorsale dell´economia del turismo italiano, e in prima persona, hanno vissuto un anno durissimo per i ripetuti lockdown. Per loro, alla pandemia sanitaria si è aggiunta la pandemia economica e sociale. Il turismo, infatti, non esporta merci ma importa persone. In molti si stanno interrogando su cosà cambierà nel mondo e in particolare nel nostro Paese. Identificare nuovi trends può aiutare a organizzare in anticipo la propria offerta turistica. I primi a ripartire saranno gli eventi sportivi di discipline differenti che attraggono contemporaneamente decine di migliaia tifosi e appassionati. Vale lo stesso discorso per gli eventi musicali che, quando sarà possibile organizzare in presenza, muovono grandi numeri di spettatori. Motivi di attrazione saranno i musei che avranno investito in ricerca e tecnologia digitale, i parchi naturali, i percorsi naturalistici, le piste ciclabili organizzate. Qualche difficoltà per le fiere internazionali che, negli ultimi mesi, hanno messo in piedi programmi virtuali così sofisticati da soddisfare già molti espositori. Inoltre la preparazione della partecipazione a una manifestazione fieristica in presenza richiede molti mesi e si basa sulla piena libertà di circolazione degli uomini e delle merci. Smart working e soluzioni di lavoro da remoto ridurranno i viaggi d’affari e, di conseguenza, a soffrirne saranno oltre che alberghi e ristoranti, anche taxi, treni e vettori aerei. Meno problemi per il turismo congressuale che vede molte categorie, in particolare i medici, pronti a ripartire al più Crescerà il turismo fuori stagione: perché la voglia di viaggiare degli italiani non si è esaurita e si proverà ad approfittare di prezzi e offerte ridotti. La pandemia ha creato difficoltà limitazioni specialmente ai Senior e portatori di disabilita, che erano considerati segmenti emergenti nel mondo del turismo. Lo stesso vale per le Famiglie che oggi sceglieranno destinazioni e ospitalità in strutture che sappiano realizzare proposte e avere servizi adeguati, in sicurezza, con competenza e professionalità. Sostenibilità è anche la parola d’ordine per le zone balneari che dovranno investire in materiali eco sostenibili, distanziamenti spaziali e design armonizzato con l’ambiente circostante. L’anno passato a salvare la stagione sono stati i flussi domestici, importante, quindi, la conferma anche per il 2021 del turismo di prossimità perché è alta la fiducia sulla sicurezza delle nostre strutture, cui si aggiunge il potere attrattivo dell´enogastronomia, la cultura, la storia, l’arte. Forti opportunità per i piccoli borghi finora esclusi dai grandi flussi turistici. Qualità, accessibilità e digitalizzazione sono i tre parametri con cui si giudicherà un hotel che dovrà offrire servizi innovativi e qualificati come spazi per lo smart working o polifunzionali, spazi sociali e zone per il relax psico-fisico; servizi per il tempo libero, wellness e sport. Per finire, in molti sostengono che l’evoluzione digital può rappresentare la base su cui costruire un’Italia turistica più competitiva e sostenibile, ma non si deve mai dimenticare che la qualità dell’ospitalità si fonda sulla empatia e sulla relazione diretta con il cliente.