Ambasciatori IORA in visita al Cruise Terminal di Civitavecchia

Ambasciatori IORA a Civitavecchia Nell’ambito delle attività dell’Italy-IORA Committee, volte a promuovere la cooperazione tra l’Italia e l’Indian Ocean Rim Association, il Ministero degli Affari Esteri, ha organizzato, insieme a Federazione del Mare, Costa Crociere e il Festival della Diplomazia, una visita al Roma Cruise Terminal di Civitavecchia, dedicata a una delegazione di Ambasciatori di Australia, Bangladesh, Indonesia, Iran, Kenya, Malaysia, Madagascar, Mozambico, Sri Lanka, Sud Africa. Tema dell’incontro “Sustainable Cruise Turism” e il potenziale mercato per il turismo crocieristico internazionale.
L’incontro è proseguito con i saluti istituzionali di Francesco Tomas, Comandante del Porto di Civitavecchia, di Valentina Corrado, Assessore al Turismo Regione Lazio e di Ernesto Tedesco, Sindaco di Civitavecchia e Mario Zanetti, DG Costa Crociere.

L’industria del turismo linguistico è in ginocchio

Uno dei settori del turismo più colpiti dalla pandemia è quello dei soggiorni all’estero per imparare una lingua straniera. Le nazioni più colpite, Malta e il Regno Unito. Ogni anno, centinaia di migliaia di giovani partono dalle loro città e si trasferiscono in un altro paese per vivere in famiglia o in un college un’esperienza nuova, studiando insieme a tanti altri coetanei, con la speranza di apprendere o perfezionare l’idioma scelto, nella maggior parte delle volte, l’inglese. è quello che promettono i programmi di apprendimento linguistico di tante agenzie specializzate che, nel corso degli ultimi decenni avevano visto il proprio giro d’affari crescere in maniera esponenziale. Come motivazione di fondo c’è la consapevolezza pratica, soprattutto nelle famiglie, che parlare più di una lingua apre le porte del mondo di lavoro più qualificato ed è una caratteristica indispensabile in un curriculum vitae. Da parte dei ragazzi, invece, dedicarsi allo studio dedicandogli una parte delle proprie vacanze, è il trade off più che accettabile in cambio di un soggiorno lontano da casa, in località in cui non si studia soltanto ma si vivono anche momenti di socialità, di divertimento e, spesso, di sballo, fuori dal controllo dei genitori. Negli ultimi tempi, poi, a questa motivazione ludica si è aggiunta la voglia di poter comunicare in rete e seguire chat, influencer e artisti che parlano e scrivono nella lingua di Shakespeare. Di fatto, le persone che al mondo studiano l’inglese come lingua straniera sono quasi due miliardi, quattro volte il numero dei madrelingua. Uno strapotere, quello dell’inglese, che oscura il desiderio che si mostra verso l’apprendimento di altre lingue, a partire dal francese e dallo spagnolo, molto più indietro il tedesco, mentre appare in relativa crescita il numero degli studenti, soprattutto liceali, che si avvicinano al cinese. Ad incrementare il turismo a fini linguistici sono stati anche gli scambi studenteschi, che all’improvviso sono andati incontro a un blocco totale. C’è da dire che, come in altri settori, a supplire l’impossibilità di muoversi fra i diversi paesi sono intervenute le nuove tecnologie, a partire dai tutorial e dalle app che traducono in tempi rapidissimi interi testi, permettendo così di comunicare in chat senza sforzo, digitando intere conversazioni sul proprio cellulare. Il rischio che questo possa in futuro ridurre in maniera definitiva il turismo verso le località che si vantano di avere le migliori scuole di lingue, è molto più basso di quello che riguarda il mondo dei congressi e delle fiere, perché in realtà, ad attirare i giovani non è certo l’esigenza di aggiornarsi o fare affari, attività che si possono realizzare anche in rete al pari degli esercizi di grammatica e fonetica, ma il contorno che si immagina di vivere in vacanza, dove alle poche ore dedicate allo studio si affiancano tante attività più divertenti nei quartieri pieni di giovani e di musica assordante. Meglio, quindi, non indagare sui risultati raggiunti nel corso, ma in molti dicono che, più che la pratica linguistica, quello che si sviluppa maggiormente è la capacità di stabilire contatti, al punto che si apprendono parole nelle lingue più disparate, pur di aprire potenziali rapporti con ragazzi e ragazze di altre nazioni. Quando si riprenderà a organizzare vacanze studio? A questo quesito non è facile rispondere considerate le difficoltà che le scuole hanno incontrato negli ultimi due anni e che ancora non vedono all’orizzonte soluzioni efficaci. I giovani spingono per tornare a viaggiare ma le famiglie offrono resistenze difficili a essere superate e nel frattempo la filiera legata a questo segmento è tutta colpita economicamente. Offrire corsi on line può soddisfare l’aspetto formale che porta a un certificato, ma la lingua reale s’impara parlando con la gente del posto, nei mercati, nei caffé, sugli autobus, e perché no, anche in discoteca o in un pub.

Congressi e Matrimoni: si riparte

Fra i settori più colpiti dalla crisi legata alla pandemia da Covid19 c’è sicuramente quello del catering nei grandi eventi. Ne parliamo con Andrea Scotacci, fondatore e proprietario dell’Apollinare Catering di Spoleto, dal 1992 una delle più importanti realtà italiane, che da anni cura tutte le reception del Festival della Diplomazia, inclusa la Cena di Gala finale nella prestigiosa Villa Madama. Signor Scottacci, ci parli di come il vostro comparto ha vissuto gli ultimi 18 mesi di pandemia. Il nostro settore è stato tra i più penalizzati. Quest’anno non si sapeva neanche quando sarebbe ripresa la nostra attività in ambito convegnistico e, soprattutto, nel wedding. Le persone che si sposano hanno bisogno di almeno due mesi di preparazione e quest’anno la stagione è in parte compromessa. In effetti, nonostante ci sia uno spiraglio, ho il sospetto che andrà ancora peggio dell’anno scorso, perché all’inizio la pandemia ci aveva colto di sorpresa ma abbiamo tutti capito che bisognava fermarsi per il bene collettivo, mentre ora le difficoltà sono legate alla paura di chi teme che il proprio evento potrebbe essere cancellato da un giorno all’altro.
Quando prevedete un ritorno alla normalità?
Siamo ottimisti, ma chi può dirlo? Sicuramente ci sarà un ritorno alla normalità ma non a breve. Probabilmente quest’anno gli eventi saranno ancora a numeri ridotti. Se i contagi caleranno come sembra, forse il prossimo anno, e la mia percezione è che c’è in tutti voglia di ricominciare
Possiamo ipotizzare che il Covid cambierà radicalmente il modo di organizzare eventi come quelli per i quali fornite servizi.

Quale immagina sarà il futuro del settore?
Per certo ci sarà una maggiore richiesta di sicurezza, sia negli allestimenti che nel distanziamento fra gli ospiti. Inoltre il servizio ai tavoli dovrà essere molto più accurato e si avrà difficoltà ad allestire buffet autogestiti. Il nostro personale dovrà essere sottoposto a continui controlli sanitari ma questo potrebbe riguardare anche gli invitati.
Come giudica il sostegno economico al vostro settore e quali ritiene che siano state le principali carenze? C’è ancora tempo?
Gli aiuti sono stati molto pochi, nell’ultimo decreto sostegni abbiamo preso l’1-2% del fatturato medio. L’Italia non è gode di ottima salute economica, pensavamo però che avremmo avuto almeno degli sgravi contributivi per assumere e ridurre il costo del lavoro. Ma sono mancati. Stiamo ricominciando a lavorare e assumere, ma ci troviamo ad affrontare la stagione con molti più costi, più tavoli e più personale, e il green pass ancora è un lato oscuro. Non so se è stato a causa di pressioni o scarsa organizzazione ma il mondo degli eventi, quello delle luci, delle location, dei fioristi, dei cinematografi è stato dimenticato.
Cosa stanno facendo le associazioni di categoria per supportare i propri iscritti?
La nostra associazione FEU sta facendo pressione sul governo ma finora è riuscita a concludere poco, forse non ci considerano un settore produttivo importante da essere nei loro pensieri.

Dobbiamo purtroppo aspettarci che molte attività come la vostra non superino la crisi?
Non sappiamo, per il momento noi teniamo duro. Ricominciando ce ne renderemo conto. Molti sono entrati in crisi, comunque vedremo.

Adda passà ‘a nuttata… ma i mesi trascorsi non si dimenticano

Adda passà ‘a nuttata, è una delle battute teatrali più famose scritte da Eduardo De Filippo. A pronunciarla è il medico quando, dopo estenuanti ricerche, viene finalmente trovato il farmaco che promette di salvare la vita di Rituccia, figliola di Gennaro e Amalia. Ma, nell’ultima scena di Napoli Milionaria, commedia scritta nel 1945 quando l’Italia era appena uscita dall’incubo della seconda guerra mondiale, è Eduardo, nei panni di Gennaro, che ripete la frase, ormai entrata, a pieno titolo, nella cultura popolare nazionale. Tant’è che questa espressione viene spesso usata in circostanze drammatiche, come simbolo di speranza e ottimismo, per rincuorare le persone angosciate, non solo da gravi condizioni di salute, ma anche dalle conseguenze lasciate da una crisi, economica o sociale, non ancora del tutto conclusa. Nel finale della commedia di De Filippo, Amalia guarda il marito con occhi interrogativi nei quali si leggono domande senza risposta: Come faremo? Potremo ritornare quelli di una volta? Quando? Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: S’ha da aspettà, Ama’. Ha da passà ‘a nuttata. La pandemia da Covid19 non è stata una guerra ma i danni che ha provocato, soprattutto nel mondo turistico ricettivo e del MICE, sono di analoga portata. Scegliere, quindi, una frase portatrice di ottimismo, esattamente come fa il medico, speranzoso circa la guarigione della bambina della commedia, o come si mostra il padre, necessariamente fiducioso in un futuro che dovrà essere più luminoso di un recente passato buio, non è casuale. Sono in molti ad averci pensato in questi giorni, quando sembra che il periodo più difficile e senza precedenti, della nostra storia recente, stia per terminare. Abbiamo tutti bisogno di speranza e di momenti migliori. Lo si legge negli occhi di chi è tornato, seppur con molte limitazioni, a riempire i ristoranti all’aperto, a prenotare un albergo, a viaggiare, a organizzare un congresso o un matrimonio. Le buone notizie che riguardano la campagna vaccinale, il numero dei contagiati che scende, l’allentamento della pressione sugli ospedali e, soprattutto, vedere il pur piccolo ritorno dei turisti stranieri nelle nostre città d’arte, stanno rianimando la nostra vita quotidiana. Eppure sarebbe un errore pensare che sia tutto finito. Avremo un’altra estate caratterizzata per lo più da un turismo nazionale e di prossimità.

Il timore che le varianti del virus riducano l’efficacia dei vaccini, così come l’incertezza sulla loro sicurezza, aleggiano nelle discussioni che si ascoltano per strada o fra amici e parenti, a dimostrare che il grande panico che ha caratterizzato gli ultimi 18 mesi non si è ancora esaurito. La paura, si sa, è il più grande ostacolo alla mobilità, e quest’ultima è l’elemento indispensabile per rimettere in moto la ruota del turismo e dei viaggi. Non bisogna però rinunciare all’ottimismo, perché come scriveva Pier Paolo Pasolini:se non esistesse la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a scrivere.” Come però disse, anni fa, Romano Prodi: “Il passaggio dal pessimismo all’ottimismo si ha solo attraverso un’azione politica forte e coraggiosa”. Una cosa che, a mio parere, non si è ancora vista. C’è il rischio, infatti, che le norme meno restrittive emanate dall’ultimo DPCM facciano sembrare ciò che il settore ha vissuto dal febbraio 2020, come una cosa del passato, ormai conclusa, quasi da dimenticare. Difficile farlo, però, se si è rimasti chiusi per mesi, con ristori ridicoli, con bollette e tasse da pagare, in cassa integrazione o senza lavoro. Il ritorno del sorriso sulla bocca, la speranza per il futuro, non possono far cadere nel dimenticatoio le sofferenze patite, le frustrazioni, le perdite economiche, la depressione di tanti. Far ripartire interi settori che offrivano lavoro a milioni di persone non è semplice, certamente c’è bisogno di tanto ottimismo, ma nello specifico di importanti interventi che solo la politica potrà attuare, con l’aiuto del recovery fund europeo, ma soprattutto tramite una visione e una programmazione illuminata e creativa.

Nasce Uvet Events

l gruppo Uvet – polo italiano del turismo, fra fornitura di servizi e soluzioni innovative per viaggi leisure, mobility management ed eventi – ha annunciato la nascita della nuova divisione Uvet Events: si tratta di un’operazione che coincide con la fusione di Uevents, società del gruppo leader in Italia nella progettazione e realizzazione di eventi MICE guidata da Laura Garbarino – ed Econometrica – società attiva nell’editoria e negli eventi, fondata e gestita da Gian Primo Quagliano, con un focus specifico dedicato al mercato dell’auto aziendale e del fleet management. L’obiettivo di questa novità è di rafforzare e rendere ancora più efficiente la parte eventi del Gruppo Uvet che, attraverso la nascita di una singola divisione, godrà di un’unica cabina di regia e di gestione per la conduzione delle linee di business legate alla progettazione di eventi, convention, viaggi incentive e attività di formazione aziendale.

Studiare i trend del mercato per organizzare la propria ripartenza

Il mondo intero è impegnato nella lotta per vincere il Covid 19. Le statistiche registrano la tragica crescita del numero delle vittime, mentre a tutt’oggi manca ancora un dato ufficiale relativo alle imprese del turismo, del mondo congressuale e del turismo termale in grandissima sofferenza o addirittura chiuse. Gli albergatori su tutto il territorio nazionale, rappresentano la spina dorsale dell´economia del turismo italiano, e in prima persona, hanno vissuto un anno durissimo per i ripetuti lockdown. Per loro, alla pandemia sanitaria si è aggiunta la pandemia economica e sociale. Il turismo, infatti, non esporta merci ma importa persone. In molti si stanno interrogando su cosà cambierà nel mondo e in particolare nel nostro Paese. Identificare nuovi trends può aiutare a organizzare in anticipo la propria offerta turistica. I primi a ripartire saranno gli eventi sportivi di discipline differenti che attraggono contemporaneamente decine di migliaia tifosi e appassionati. Vale lo stesso discorso per gli eventi musicali che, quando sarà possibile organizzare in presenza, muovono grandi numeri di spettatori. Motivi di attrazione saranno i musei che avranno investito in ricerca e tecnologia digitale, i parchi naturali, i percorsi naturalistici, le piste ciclabili organizzate. Qualche difficoltà per le fiere internazionali che, negli ultimi mesi, hanno messo in piedi programmi virtuali così sofisticati da soddisfare già molti espositori. Inoltre la preparazione della partecipazione a una manifestazione fieristica in presenza richiede molti mesi e si basa sulla piena libertà di circolazione degli uomini e delle merci. Smart working e soluzioni di lavoro da remoto ridurranno i viaggi d’affari e, di conseguenza, a soffrirne saranno oltre che alberghi e ristoranti, anche taxi, treni e vettori aerei. Meno problemi per il turismo congressuale che vede molte categorie, in particolare i medici, pronti a ripartire al più Crescerà il turismo fuori stagione: perché la voglia di viaggiare degli italiani non si è esaurita e si proverà ad approfittare di prezzi e offerte ridotti. La pandemia ha creato difficoltà limitazioni specialmente ai Senior e portatori di disabilita, che erano considerati segmenti emergenti nel mondo del turismo. Lo stesso vale per le Famiglie che oggi sceglieranno destinazioni e ospitalità in strutture che sappiano realizzare proposte e avere servizi adeguati, in sicurezza, con competenza e professionalità. Sostenibilità è anche la parola d’ordine per le zone balneari che dovranno investire in materiali eco sostenibili, distanziamenti spaziali e design armonizzato con l’ambiente circostante. L’anno passato a salvare la stagione sono stati i flussi domestici, importante, quindi, la conferma anche per il 2021 del turismo di prossimità perché è alta la fiducia sulla sicurezza delle nostre strutture, cui si aggiunge il potere attrattivo dell´enogastronomia, la cultura, la storia, l’arte. Forti opportunità per i piccoli borghi finora esclusi dai grandi flussi turistici. Qualità, accessibilità e digitalizzazione sono i tre parametri con cui si giudicherà un hotel che dovrà offrire servizi innovativi e qualificati come spazi per lo smart working o polifunzionali, spazi sociali e zone per il relax psico-fisico; servizi per il tempo libero, wellness e sport. Per finire, in molti sostengono che l’evoluzione digital può rappresentare la base su cui costruire un’Italia turistica più competitiva e sostenibile, ma non si deve mai dimenticare che la qualità dell’ospitalità si fonda sulla empatia e sulla relazione diretta con il cliente.

Senza il Turismo il nostro Paese è molto più povero

Calo dei numeri e crisi economica sono solo alcune delle preoccupanti parole utilizzate, da ormai un anno a questa parte, quando si parla di turismo. Il Covid-19 ha messo in ginocchio molte attività e non ha guardato in faccia a nessuno. Tra i settori economici devastati dalla diffusione del virus e dalle continue chiusure e dai coprifuoco c’è il turismo e con esso l’intero indotto. Il ritardo della campagna vaccinale e la terza ondata hanno acuito il malessere generale e di tutta la filiera di uno dei pilastri del settore terziario, che contribuisce a rimpinguare le casse statali con un’incidenza pari al 13% del Pil (dati Enit del 2019). Prima dei lockdown, delle chiusure, dei divieti degli spostamenti tra comuni e tra Regioni, prima ancora delle colorazioni attribuite alle Regioni il flusso turistico ha visto arrivare nella nostra Penisola più di 131 milioni di persone nel solo 2019. Se si passa alle attività alberghiere, i numeri prima del Covid erano in costante crescita (33mila alberghi e 183mila esercizi extra alberghieri). Dopo un anno di pandemia questi numeri sono solo un ricordo, che dimostrano però l’immenso potenziale, spesso trainante, del turismo italiano per l’economia italiana. Le ultime misure stabilite dal governo Draghi hanno fortemente sorpreso in negativo le associazioni di settore. In un comunicato, il Presidente di Federalberghi di Roma, Francesco Roscioli ha criticato il DPCM Pasquale che da la possibilità di partire all’estero ma vieta lo spostamento dei cittadini tra le Regioni. “Gli albergatori romani non hanno nulla contro il turismo outgoing, voce fondamentale all’interno del comparto turistico, ma ritengono che queste disparità rappresentino un tafazziano autogol. In Inghilterra viene multato chiunque esca dal Paese, da noi solo chi si sposta dentro i confini nazionali: a questo punto riteniamo preferibili norme dure ma egualitarie a disuguaglianze che incarnano controsensi inspiegabili.” il pensiero di Roscioli. Come lui però sono in tanti che richiedono misure coerenti per l’intero settore per cercare una difficile ma necessaria ripresa. Il neo ministro Garavaglia prima di Pasqua è intervenuto al Consiglio generale di Federturismo – Confindustria per un confronto diretto con gli imprenditori del settore e per illustrare le priorità da affrontare urgentemente a sostegno di un comparto costituito da 386.000 imprese. Per i vertici di Federturismo lo stanziamento di 1,7 miliardi di euro a favore del turismo non è assolutamente sufficiente. Garavaglia ha garantito però che, nei prossimi mesi, ci saranno altri scostamenti e in tutti ci sarà una quota consistente a sostegno dell’industria turistica. La Pasqua nel frattempo è passata e con essa una grossa fetta di possibili introiti se n’è andata. Come per il 2020, dopo la stagione della neve, gli alberghi hanno visto sparire anche il turismo scolastico che ha sempre rappresentato uno dei grandi punti di forza per le città d’arte, ma anche per i parchi a tema, i musei. Oggi si spera che un recupero, come per l’anno passato, potrà verificarsi nella stagione estiva, in Italia notoriamente breve, ma anche per questo non c’è tempo da perdere. Governo, imprenditori e associazioni di settore devono collaborare e lavorare a stretto contatto per una celere ripresa. I ristori per ora non stanno funzionando, per molti sono elemosina. Intanto, molte attività della ristorazione sono state costrette alla chiusura definitiva. Servono idee per quello che è a tutti gli effetti uno dei motori trainanti di un Paese sempre più chiuso in sé stesso. “La grande sfida che ci aspetta, per far ripartire il turismo, è dar vita al Digital Green Pass Ue, – dichiara la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalliche consentirà la circolazione delle persone in totale sicurezza e privacy, ma che non ostacolerà allo stesso tempo la mobilità di coloro che non hanno effettuato il vaccino.” Che significa? Se oltre alle frasi a effetto qualcuno spiegasse, in concreto, di cosa si tratta, forse aiuterebbe gli operatori turistici a sentirsi meno soli e trascurati.

L’unità di crisi per il rilancio dell’hotel

Tutti dicono che dopo la fine della pandemia niente tornerà come prima. Un’affermazione condivisa e molto forte che non risparmia il settore della consulenza alberghiera. Le Società e i Professionisti che finora si sono proposti come un supporto esterno in grado di affiancare gli albergatori per migliorare la gestione e la comunicazione, aumentare le prenotazioni e incrementare i ricavi, dovranno essi stessi reinventarsi e far parte del cambiamento, ormai necessario. Difficile immaginare, infatti, che le esperienze pregresse e le consulenze offerte nel passato ad alberghi, hotel, resort e agriturismi, possano ancora fungere da case histories per raccontare strategie e metodologie utilizzabili per raggiungere oggi gli obiettivi prefissati. Che si accetti o meno, il marketing turistico alberghiero dovrà trovare nuovi linguaggi e nuove narrazioni, il ricorso ai social media aiuterà, ancor prima che aumentare la visibilità e incrementare le prenotazioni, a rassicurare i potenziali clienti sulle misure di sicurezza adottate, sulla sostenibilità ambientale e sulle politiche di cancellazione proposte. Sono questi i nuovi valori e i vantaggi che vanno prospettati, non solo ai propri clienti, ma a un’utenza molto più ampia, che potrebbe incrementare la richiesta con conseguente aumento dei fatturati. Rinunciare ai social media, inoltre, vorrebbe invece dire rischiare di perdere opportunità ed essere superati dalla concorrenza. Anche i corsi di formazione per i vari addetti, dalle prenotazioni alla ristorazione, dovranno essere rivisti per includere una serie di informazioni, protocolli e procedure di cui il cliente vorrà essere a conoscenza, prima e durante il soggiorno. Anche ai sistemi di gestione dei ricavi servirà includere nuove attività e, probabilmente nuove figure che aumenteranno il numero degli occupati e ciò avrà sicuramente delle ricadute sui ricavi, senza dimenticare che andranno adottate altre sinergie fra prezzo e camere disponibili. Cosa dire poi dei cambiamenti nei mercati di riferimento determinati dalle difficoltà di mobilità internazionale che hanno costretto molte località e strutture ricettive a ripensare la propria clientela e i servizi da offrire? Chi se la sente, oggi, di definirsi a cuor leggero come un grande esperto capace di suggerire quali siano i programmi e le metodologie che nel dopo crisi potranno migliorare la qualità di vendita generale, anche nei periodi di bassa stagione e con vendita diretta? I sistemi e i corsi di Revenue Management per gli hotel vanno rapidamente ripensati, a partire dal modo di procedere all’analisi dei dati, dalle politiche tariffarie, ai migliori canali di distribuzione, agli strumenti informatici più utili ed efficaci. Probabilmente chi si offre come consulente dovrà tener in debita considerazione anche i costi dei propri servizi, specie per gli hotel più piccoli e a conduzione familiare, i cui budget si saranno assottigliati dopo mesi di quasi totale inattività. Molti albergatori proveranno a tentare il proprio rilancio facendo da soli, ma anche in questo caso sarà quasi impossibile applicare le metodologie e le esperienze passate perché, come abbiamo detto all’inizio, nulla sarà più eguale a prima. Per concludere, il consiglio che ci sentiamo di dare è di non rinunciare a una strategia, perché se è una situazione nuova che nessuno aveva mai vissuto finora, proprio per questo si avrebbe bisogno di una Unità di crisi aziendale, in cui si rifletta e discuta con gli eventuali consulenti, analizzando insieme ogni passo e decisione da intraprendere. Mirando a obiettivi raggiungibili e incrociando le dita.

Pensando ad un mondo post Covid

Site e Oxford Economics hanno presentato a Roma, presso il Courtyard by Marriott Courtyard Central Park, la ricerca mondiale sul futuro degli Incentive e Eventi fornendo una visione anche sull’Italia. Il sentimento comune è che gli Incentive e gli Eventi ripartiranno con maggiore forza di prima. Tra i principali temi trattati nel corso dell’intenso programma dell’evento dal titolo “La Forza di una Visione, Incentive ed Eventi in un mondo post Covid” sono stati ricordati i dati relativi all’allineamento globale relativo alla ripresa dei viaggi MICE e alle scelte future dei Buyers nordamericani e asiatici post pandemia, delineando sia le destinazioni più apprezzate già nell’emergenza Covid e quindi tra le prime a riprendersi, sia la gioia intrinseca dell’esperienza di viaggio, in futuro più consapevole e più esigente in fatto di sicurezza ed eco-sostenibilità. L’Evento è stato organizzato dal Capitolo Italiano di Site – Presidente Daniela Oddo e da Annamaria Ruffini – Site Presidente Mondiale 2018.

Un serie di webinar per UNWTO

Sommet Education e l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) lanciano per il 2021 una serie di webinar dove esperti dell’UNWTO e leader del settore del turismo discuteranno dello stato dei settori Travel e Hospitality e si confronteranno sulle sfide, le innovazioni e le potenziali soluzioni applicabili nel campo della formazione, della tecnologia e della sostenibilità. #HospitalityChallengePitch sarà anche un’occasione per conoscere da vicino alcuni dei 30 progetti vincitori della Hospitality Challenge, l’iniziativa lanciata dall’UNWTO e Sommet Education per rilanciare il settore dell’hospitality attraverso progetti creativi e innovativi. Ogni appuntamento sarà dedicato a un tema specifico.