Art Cities Exchange torna in presenza

Da giovedì 18 a domenica 21 novembre torna Art Cities Exchange (ACE): la XXIII edizione della più importante Borsa italiana delle Città d’Arte, storico marchio di Federalberghi Roma, sarà organizzata da Comitel&Partners.

ACE, realizzata per questa edizione con il contributo della Camera di Commercio di Roma, si svolgerà nella Capitale presso l’Hotel Crowne Plaza St. Peter, dove è prevista la presenza di circa 80 top buyers stranieri provenienti da tutto il mondo interessati ai prodotti Mice, Luxury, Incentive e Leisure, e sellers provenienti da tutta Italia.

Venerdì 19 e nella mattina di sabato 20 novembre si terranno gli incontri prefissati, mentre il pomeriggio del 19 novembre gli incontri b2b saranno liberi. Si prevedono nelle due giornate oltre 3000 meeting d’affari tra buyers e sellers.

Durante la permanenza a Roma dei buyers internazionali saranno realizzate per loro visite guidate e post tour; Roma Capitale e la Regione Lazio li ospiteranno inoltre presso la Centrale Montemartini a Roma e Villa d’Este a Tivoli in occasione di due esclusive cene di gala.

La piattaforma online per schedulare gli incontri prefissati sarà aperta da lunedì 11 a mercoledì 27 ottobre.

Palazzo Montemartini Rome riapre le porte al pubblico

Lunedì 6 settembre torna ad aprirsi il cancello decorato d’ingresso dietro al quale si cela Palazzo Montemartini Rome, A Radisson Collection Hotel, attraversato dalle antiche mura Serviane.

Una vera e propria oasi urbana, in una posizione strategica nel centro di Roma, accanto alle antiche Terme di Diocleziano e a pochi passi dal piazzale della stazione Termini, caratterizzata da un palazzo antico dove elementi di design contemporaneo si susseguono in grande stile, rifugio ideale per chi desidera trascorrere un soggiorno in città ma anche punto di riferimento per una pausa nell’arco della giornata, al bar, al ristorante, alla Spa o anche per un’occasione speciale.

La riapertura di Palazzo Montemartini segue l’andamento positivo degli hotel del nostro gruppo, in Costiera Amalfitana e a Taormina, in questo periodo complesso” – ha dichiarato Giuseppe Marchese, CEO di Ragosta Hotels Collection. “Mesi durante i quali ci siamo impegnati anche con soluzioni diverse, come quella di “trasformare” proprio questo Palazzo in un vero e proprio set cinematografico, con l’alternanza di produzioni nazionali ed internazionali, che hanno, così, potuto lavorare in sicurezza.

Per l’occasione il ristorante, guidato dallo chef Alessandro Tognacci propone un menù del tutto nuovo, con la “calamarata con polpo alla griglia, pomodorini gialli e concentrato di sedano” un primo piatto da non perdere, mentre al bar sarà possibile gustare, tra gli altri, il nuovo drink “Wild Red Apple” del pluripremiato barman Riccardo Di Dio Masa, a base di mele e whiskey, selezionato per la gara nazionale di Baritalia.

Per una pausa rigenerante, Caschera Spa propone il suo “Roman Otium Caschera Signature Ritual” che nasce dalle battaglie dell’antica Roma, quando si usava spalmare sul corpo un unguento di olio e cera, per rendere la pelle più morbida. Su questo la sabbia ad evitare che la presa dell’avversario scivolasse e alla fine dello scontro tutto veniva rimosso con la spatola di bronzo: con questa procedura, il rituale offre una pulizia del corpo seguita da un massaggio rilassante, con l’applicazione di cipria, così da sciogliere ogni tensione e lasciare la pelle morbida e setosa.

Palazzo Montemartini Rome, A Radisson Collection Hotel, è proprio accanto alle Terme di Diocleziano e alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, con 82 camere e suite, il Senses Restaurant & Lounge Bar, con area anche all’aperto, la Spa Caschera, sale per riunioni ed eventi e la panoramica Terrazza Montemartini.

Parte del gruppo Ragosta Hotels Collection, che include La Plage Resort Taormina, l’Hotel Raito Amalfi Coast e il Relais Paradiso a Vietri sul Mare in Costiera Amalfitana, Palazzo Montemartini Rome, A Radisson Collection Hotel opera con Radisson Hospitality AB secondo il contratto di licenza internazionale con Ragosta Hotels Collection nella collezione premium di hotel eccezionali situati in luoghi unici.

La cultura crea ricchezza

L’Italia è il paese dei Festival. Ogni anno, sparsi su tutto il territorio, se ne tengono oltre 1700 e rappresentano un motore economico di notevole importanza per le economie locali. Senza dubbio, ciò è quello che il Festival dei due Mondi ha rappresentato per la città di Spoleto, nei suoi 64 anni di vita. Fondato nel 1957 dal Maestro Giancarlo Menotti, uno dei compositori contemporanei più rappresentati al mondo, l’originale format si era subito affermato fra le manifestazioni artistiche e culturali, portando alla ribalta del jet-set internazionale la piccola splendida cittadina umbra. Menotti scelse Spoleto, preferendola ad altre città storiche italiane, per la presenza del Teatro Nuovo e del piccolo ma meraviglioso Caio Melisso, restaurato di recente dalla Fondazione Fendi. Ogni anno, centinaia di artisti e personaggi della prosa, della lirica, della danza, dell’arte oratoria, della musica, del cinema e della pittura, si sono avvicendati sui palcoscenici della città, allestiti in chiese, piazze, vecchi palazzi. Dopo la morte di Menotti come direttore artistico è rimasto l’obiettivo di mantenere l’importanza della manifestazione e del brand Spoleto che, è inutile dirlo, funge anche da attrattore turistico internazionale durante tutto l’anno. L’offerta alberghiera della città, cresciuta nell’ultimo decennio dello scorso secolo, è già di ottimo livello ma sembra oggi evolvere verso tipologie di strutture che strizzano l’occhio a un pubblico più diversificato. Agriturismo, ville e casali, conventi e case vacanze che rappresentano nuove opportunità recettive per un territorio che fonda il successo della propria immagine su arte, cultura, ma anche natura ed enogastronomia. Da fine giugno fino a metà luglio, il pubblico affolla il centro città, da piazza della libertà a piazza del mercato, fino alla piazza del Duomo e a salire verso la Rocca Albornoziana. Un percorso che, fatto a piedi, può impegnare quasi tutta la giornata e che permette di avere una visione d’insieme della città. L’edizione di quest’anno, curata dalla nuova direttrice artistica, la francese Monique Veaute prevede numerosi spettacoli e mostre. (per il programma completo www. festivaldispoleto.com)

La storia e la modernità di Rodi

Rodi è la maggiore isola nel Dodecanneso. La sua storia s’intreccia in maniera inevitabile con quella delle crociate e degli ordini sacri e militari medievali. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, avvenuta nel 476 d.C., fu aspramente contesa dagli Arabi all’impero di Bisanzio e nei circa dieci secoli successivi venne più volte occupata e ripresa. Nel 1309 l’isola passò sotto il controllo dei Cavalieri Ospitalieri, in fuga da Cipro, che da allora furono denominati Cavalieri di Rodi. La città ricorda un centro medioevale, cinta da una possente difesa muraria che permise di opporsi a due tentativi d’invasione: uno del 1440 a opera del sultano d’Egitto, il secondo, nel 1480, guidato dal sultano ottomano Maometto II. La capitolazione con onore avvenne nel dicembre del 1522, quando Rodi cadde nelle mani di Solimano il Magnifico e vi rimase per quasi quattro secoli. Alla fine della guerra italo-turca, nel 1912, l’isola venne assegnata all’Italia e la città di Rodi costituì il capoluogo di una provincia d’oltremare. Il governo Italiano restaurò numerose opere monumentali e costruì strade, scuole, ospedali. L’occupazione continuò fino alla seconda guerra mondiale mentre nel 1947, a seguito dei trattati di Parigi, tornò finalmente sotto il dominio della Grecia. Oggi, passeggiando tra gli stretti vicoli della Città Alta si rivive il periodo gotico con il Palazzo dei Grandi Maestri, il Grande Ospedale e la Via dei Cavalieri mentre nella Città Bassa l’architettura medioevale convive con moschee, bagni pubblici e altri edifici risalenti al periodo ottomano. Un buon punto di partenza per visitare l’isola è l’hotel Rhodes Bay Hotel a Ixia, un 5 stelle che dista pochi minuti dalla città vecchia. Inserito nella natura e con spiaggia privata, l’albergo ospita una delle più belle strutture congressuali e benessere della Grecia. Attenzione per i particolari un’ampia gamma di servizi permettono ai congressisti che arrivano da tutto il mondo di seguire i lavori durante il giorno e di rilassarsi e recuperare equilibrio ed energie, sotto la guida di un nutrito staff di terapisti e massaggiatori, a fine lavori. Tre le piscine e due vasche idromassaggio esterne. L’accesso a internet è garantito e complimentary in tutta la struttura alberghiera, a disposizione i servizi di concierge, babysitting e childcare. Due i ristoranti aperti al pubblico con cucina mediterranea e specialità greche, aperitivo al tramonto a bordo piscina. La proprietà mette a disposizione infine un business center e uno spazio da allestire per conferenze, congressi ed eventi aziendali.

Arte e tecnologia nella capitale della Catalogna

Sono passati circa 30 anni dai Giochi Olimpici del 1992, tenutisi, in Spagna, a Barcellona. Gli economisti lo considerano come uno dei pochi casi in cui l’impatto e i benefici economici dell’organizzazione si sono rivelati positivi. Ospitare un grande evento, infatti, non sempre garantisce un impulso all’economia locale potendo creare situazioni debitorie in grado di scatenare effetti incontrollabili, di cui si rischia di pagare le conseguenze per lungo tempo. A Barcellona, fortunatamente, molti degli interventi e degli investimenti urbani permisero al capoluogo catalano di affermarsi fra le più importanti metropoli mediterranee. Prima dell’assegnazione, Barcellona era una città carente di strutture sportive e di attrezzature dedicate, e con un panorama ricettivo alberghiero e congressuale scadente. L’amministrazione mise in campo un’azione precisa prevedendo oltre la costruzione del Villaggio Olimpico, il recupero del lungomare con il porto olimpico e, più in generale, la piena valorizzazione turistica e culturale della città. A partire dalla riqualificazione del quartiere Poblenou, vecchia area industriale in disuso, che per l’occasione fu adibito a sede delle residenze degli atleti partecipanti, per poi evolversi in un moderno distretto all’interno del quale si sono integrate funzioni di tipo residenziale, commerciale e di svago. Da allora, la dinamicità economica che ha caratterizzato per diversi decenni la Spagna ha reso il quartiere una realtà a forte sviluppo e rigenerazione, con edifici moderni che richiamano suggestioni cinematografiche futuribili. La verticalità appare uno dei leit motiv dell’urbanistica catalana contemporanea, una scelta che ben si sposa anche con le strutture alberghiere che possono così garantire ai propri ospiti un panorama ineguagliabile, a volte capace di spingersi fino ai 360°. La Torre Agbar, 34 piani per 142 metri d’altezza, è oggi a buon diritto un simbolo del panorama urbano di Barcellona. Costruita su progetto dell’architetto francese Jean Nouvel, realizzato in collaborazione con lo studio spagnolo b720 e i costruttori Dragados, la torre ospita la sede della compagnia idrica comunale, combinando diversi concetti architettonici, esaltati da un’operazione di illuminotecnica con 4500 led luminosi che permettono alla torre di cambiare colore durante la sera. A poche centinaia di metri, passeggiando diretti verso il mare, ci si imbatte in un altro suggestivo grattacielo, in questo caso adibito a una funzione esclusivamente ricettiva: il Melià Barcelona Sky. L’edificio è un progetto di un’altra archistar francese, Dominique Perrault. conosciuto per la Bibliothèque Nationale de France e l’intervento sulla Stazione Garibaldi a Napoli. Di proprietà della catena spagnola Melià, lo Sky si distingue per la tensione che spinge lo sguardo verso l’alto. All’ingresso dell’albergo, dopo aver superato la reception si apre un’ampia lobby che svolge ruoli molteplici nel corso della giornata: se al mattino si presta a ospitare la colazione continentale, per il pomeriggio e la sera accoglie i clienti per un aperitivo da poter sorseggiare anche nel gradevole giardino esterno. L’arredamento con le sue linee pulite e minimaliste, non si risparmia nelle scelte cromatiche che spaziano dal rosso acceso al blu cobalto, capaci di animare ambienti che altrimenti potrebbero apparire un pò freddi e anonimi. Le 258 camere sono distribuite su 31 piani in 116 metri di altezza, ovviamente tutte raggiungibili attraverso una serie di ascensori che senza sosta viaggiano sull’asse di trasporto. Tutte le camere sono progettate per gratificare l’ospite con una visuale unica, al medesimo tempo capace di ipnotizzare e illuminare: una risorsa più che valida, al punto di sacrificare parte degli spazi e forzare l’ospite a chiudere le tende prima di addormentarsi. Incredibile il panorama che si gode dalla terrazza panoramica posta al 24° piano, mentre al piano terra il ristorante Merkado offre piatti della tradizione e della cucina mediterranea. In questo grattacielo, c’è anche uno spazio, forse un pò troppo limitato vista la grandezza dell’albergo, dedicato al benessere. La YHI SPA è il marchio di fabbrica del brand alberghiero spagnolo, un format benessere che si ripete nelle differenti strutture. L’hotel ha ottenuto EarthCheck, una certificazione internazionale dal Consiglio del Turismo Sostenibile Globale (GSTC) per lo sviluppo sostenibile nel settore dell’ospitalità e per le prestazioni ambientali e sociali. Melia Barcelona Sky offre anche la possibilità di organizzare convencion, riunioni di lavoro, congressi, presentazioni di prodotti, promozioni ed eventi nell’ Hotel. L’assistenza di una grande squadra di professionisti aiuta a progettare e realizzare un evento unico, dinamico ed innovatore, ne garantirà l’esito. I clienti, se lo desiderano, possono anche utilizzare il Business Center 24 ore su 24. I saloni a luce naturale, le singolari terrazze con una spettacolare vista panoramica e rendono ogni spazio intimo e inimitabile. Per finire, I ME Studio, una soluzione unica e all’avanguardia nel settore, una vetrina esclusiva per qualsiasi tipo di meeting e di evento. Un incubatore di tecnologie all’avanguardia, arte contemporanea e proposte creative, che insieme danno vita a un approccio completamente diverso rispetto alle solite strutture per eventi. La tecnologia, le luci, le attrezzature audio e i gadget più innovativi si fondono con interessanti proposte artistiche, trasformando gli spazi in una location sorprendente.

Vero o presunto, leggendario o storico buon compleanno Venezia!

Venezia sarebbe stata fondata il 25 marzo del 421 d.C. Testimonianze storiche? Sembra nessuna, così come la fondazione di Roma per convenzione è stata fissata il 21 aprile del 753 a.C. In tempi di Covid e lockdown, l’idea di un compleanno così vetusto e affascinante – ben 1.600 anni -della Serenissima, inizialmente ha acceso molti cuori e intelletti che si sono premurati di dimostrare con prove documentali l’anniversario. Si è arrivati addirittura a far scendere in campo l’Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale Marciana, per spiegare che si tratta di una datazione leggendaria, indotta da cronisti di varie epoche e che non esistono al momento documenti del V° secolo. Risultato? Tutti i quotidiani e social media hanno riportato l’annuncio e la smentita. Per chi volesse sbrogliare questa matassa di persona, consigliamo di prenotare un soggiorno a Venezia e visitare la mostra: “Venezia 1600. Nascite e rinascite”, in programma dal 4 settembre 2021 al 25 marzo del 2022. Le sezioni della mostra, che avrà luogo nell’appartamento del Doge, nel Palazzo Ducale, saranno quasi una quindicina e tracciano un excursus dalle origini del mito a oggi, attraverso tutte le vicende della città: la fortuna di Venezia, gli incendi, le pestilenze, la ricostruzione del Campanile dopo il crollo, l’incendio della Fenice e la sua ricostruzione, la grande alluvione del 1966, la Venezia vicina a noi del XX° secolo e quella dell’imminente futuro. Su Youtube c’è un’anticipazione dei contenuti della mostra. Ma tornando al tema dell’inizio: quella dei 1.600 anni è o non è una bufala? Si tratta solo di una fake new? Un pesce di aprile, visto che Venezia vista dall’alto ha la forma di un pesce? La risposta è che saperlo non ha importanza perché la città lagunare è in grado di reggere a tutto essendo essa stessa qualcosa di magico (Diego Valeri la considerava il sogno di fata Morgana). Vogliamo quindi fare le pulci a tutte le leggende, ai miti e alle favole che ci hanno educato e spaventato? Non sia mai, piuttosto consideriamo questa celebrazione come il tentativo di voler costruire una risorsa identitaria, e come una speranza di rilancio. A testimonianza di ciò, i tanti eventi che via via stanno prendendo forma, alcuni gestiti dalla partecipata Vela Spa (che si occupa delle feste tradizionali come il carnevale e la regata storica), altri direttamente dal Comune che ha istituito una chiamata pubblica per proporre iniziative (www. 1.600.venezia.it). L’augurio, naturalmente, è quello di uscire al più presto da questa pandemia e di ritornare a una Venezia migliore, in cui godere dei suoi famosi centri congressi, degli hotel congressuali, sia in città che al Lido o nelle Isole, ma anche di poter nuovamente usufruire delle infinite attività culturali, mondane, gastronomiche, esperienziali, musicali etc. che la città offre generosamente, fin dalla sua nascita, quale essa sia. Perché Venezia è una signora che sa e deve mettersi in mostra, senza mascherarsi, ma fiera dei suoi anni.

Luciana Sidari

Originale bellezza

Venezia è l’essenza del romanticismo, un luogo sospeso nel tempo dove trascorrere una magnifica esperienza di viaggio. Per questo è da sempre una delle mete più ambite dai viaggiatori di tutto il mondo, icona del turismo italiano. Oggi la città lagunare offre un volto diverso, in cui è possibile scoprire la sua originale bellezza, lasciandosi sedurre dal fascino di una destinazione leggendaria. Quale il punto di partenza per questa scoperta?

Design moderno che guarda alla tradizione
Situato sulla tranquilla Isola della Giudecca, Hilton Molino Stucky è il moderno rifugio da cui iniziare, ideale oasi di pace in cui l’autenticità di Venezia è tutt’oggi conservata. Gode di una posizione privilegiata, grazie all’efficiente sistema di collegamenti che permette di raggiungere il centro storico in pochi minuti a bordo dello shuttle riservato, mentre la stazione di Santa Lucia e l’aeroporto sono facilmente raggiungibili sia con il trasporto pubblico, sia con water taxi. Soggiornando nelle nuove magnifiche camere Molino Premium, recentemente ristrutturate, con un design che richiama la storia dell’Hotel e gli elementi distintivi della città, si può godere di una vista spettacolare, come eccezionale è il panorama che si può ammirare dallo Skyline Rooftop, scelta ideale per un aperitivo, inizio perfetto di una serata da proseguire con una deliziosa cena presso il ristorante Aromi, che propone un menù tutto nuovo ispirato ai profumi delle erbe aromatiche.

Piscina con vista sulla laguna

New concept per Aromi
È un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori e dei profumi di Venezia quello proposto da Aromi, fiore all’occhiello dell’offerta gastronomica di Hilton Molino Stucky. Il pluripremiato ristorante in stile yatching club ha lanciato un nuovo concept che esprime l’essenza di Venezia, della Laguna e dei suoi orti. Alla base di questa innovativa proposta, il menu messo a punto dall’Executive Chef Ivan Catenacci e la sua brigata, con ingredienti semplici, di origine locale e nazionale. Sempre più fedele al suo nome, in ogni piatto viene inoltre utilizzata un’erba aromatica, che anticipa ed esalta l’assaggio con un delizioso profumo. Vista, gusto e olfatto vengono così coinvolti in una armonica esperienza, studiata per poter offrire agli ospiti una cena davvero esclusiva, magari arricchita con una degustazione di oli provenienti da diverse regioni italiane, scelti a rotazione tra le eccellenze del territorio, che si accompagnano a pani e focacce fatte in casa. Di primaria importanza la vocazione vitivinicola del territorio e più in generale dell’Italia, che Aromi celebra con la sua carta dei vini e con gli abbinamenti del Maitre Giovanni Burrafato.

Qualità, innovazione, sinergia
Hilton Molino Stucky ha riaperto ufficialmente il 1° luglio scorso, data che ha coinciso con l’arrivo del nuovo General Manager Antonello De Medici, una figura chiave nell’ambito dell’ospitalità veneziana e nazionale, una scelta che rinnova la volontà del brand Hilton di accrescere il proprio legame con la città. “Abbiamo lavorato molto durante questi mesi – conferma De Medici – per ricostruire una formula di soggiorno innovativa, che facesse dell’Hilton Molino Stucky non un mondo a parte ma una location esclusiva dalla quale scoprire Venezia ed il Veneto. Luoghi e atmosfere richiamano all’ospitalità e al calore dell’accoglienza, ma abbiamo arricchito la proposta di soggiorno con tanti piani emozionali, dalla valorizzazione della location alla scoperta della tradizione. Il nostro sforzo si concentrerà sul riposizionamento della struttura verso una vera esperienza di soggiorno in forte sinergia con la destinazione dalla quale trarremo spunto e reciproci stimoli da trasmettere alla nostra clientela.”

Esclusività e sicurezza

Nel cuore storico di Firenze, affacciati sulle rive dell’Arno a due passi da Ponte Vecchio, Marriott propone due location da sogno, The Westin Excelsior Florence e The St. Regis Florence, con tutte le moderne comodità e un servizio impeccabile. Le 171 camere del The Westin Excelsior Florence sono state pensate come autentici luoghi di fascino, con mobili d’epoca e stoffe preziose. La Sala degli Affreschi e la Sala Vespucci offrono un’ambientazione scenografica ricca di dettagli con un’atmosfera senza tempo. L’executive chef dell’iconico ristorante SE·STO on Arno, Marco Migliorati e il suo team mettono in risalto menù innovativi con richiami alla tradizione, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. The St. Regis Florence, elegante e sontuoso, dietro la facciata neoclassica nasconde atmosfere rinascimentali di indubbia bellezza. Cromie e dettagli concorrono a creare un ambiente splendido. Qui Gentian Shehi, l’executive chef e la sua squadra, creano piatti per un’autentica gourmet experience. Le 80 lussuose camere e le 19 suite sono luoghi di indimenticabile charme, cui si aggiungono tre lussuose SPA Iridium Suites My Blend by Clarins dove vivere una pausa di benessere esclusiva.

Una terrazza su Roma dove ogni evento MICE è possibile

Il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, parte integrante della Città Eterna e meta di riferimento del Mice capitolino da decenni, è l’unico hotel in Italia a rappresentare l’eccellenza dello storico brand Waldorf Astoria Hotels & Resorts, luogo inimitabile, immerso in un parco di quasi 6 ettari in posizione panoramica, dove ogni soggiorno è imindimenticabile per atmosfere e qualità del servizio.

Flessibilità sorprendente
Un primato assoluto possibile grazie alle sue strutture dedicate ai Congressi e ai Convegni, che lo rendono uno dei più spaziosi e moderni centri congressuali in un albergo 5 stelle lusso in Europa, in grado di offrire moderne tecnologie e flessibilità di ambienti sorprendente. Gli spazi meeting, di grande razionalità, sono distribuiti su oltre 8700mq, per accogliere al meglio eventi di ogni genere, dalle piccole riunioni fino ai grandi appuntamenti, perfette nel famoso “Salone dei Cavalieri”, con una capienza massima di 2100 ospiti. Si aggiungono 28 moderne e versatili sale meeting e vasti spazi congressuali ideali per convention, lanci di prodotto, congressi, sfilate di moda, esposizioni, cerimonie di premiazione, e tanto altro, che oggi il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel declina con proposte davvero uniche. «Con il nostro Programma Hilton CleanStay – racconta il GM Alessandro Cabellaoggi possiamo davvero garantire tutti gli eventi nella massima sicurezza. Soluzioni tecnologiche sono state adottate anche in alcune procedure d’allestimento con la sanificazione delle sale riunioni, sistemi che andranno di pari passo con la qualità. Siamo pronti a questa grande sfida».

In apertura, gli ambienti dell’hotel vantano opere d’arte di grande pregio. Sotto, la grande piscina in luce naturale, e in basso due tipologie di allestimenti per eventi.