Tante opportunità di successo in uno degli hotel più prestigiosi al mondo

Una vecchia torre regia di avvistamento e difesa della costa tirrenica domina la baia di Napoli e ospita eventi straordinari

Le coste dell’Italia meridionale sono costellate da un susseguirsi di torri, strutture architettoniche che controllavano i confini con il mare di quello che fu il Regno di Napoli. Spesso esposte alle scorrerie di pirati, corsari e saraceni in cerca di bottini, le torri costiere costituivano il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione, per poter trasmettere messaggi o richiedere soccorso. La gravità del pericolo veniva percepita maggiormente nelle isole dell’arcipelago delle isole Flegree, in particolare a Ischia, dove a seguito degli avvistamenti delle imbarcazioni saracene gli abitanti dei casali di campagna erano avvisati con il suono delle campane e provavano a mettersi in salvo disperdendosi per le campagne. È per questa ragione che in tutta l’isola residua un complesso sistema di torri di avvistamento, difesa e rifugio, oltre a ricoveri di montagna scavati nel tufo, punti di avvistamento, e sistemi di segnalazione. Spesso queste strutture venivano erette a spese dei privati cittadini che diventano così protagonisti attivi della resistenza ai pirati. Una delle pochissime eccezioni è il caso della Mezzatorre, unica torre di proprietà regia, costruita nel XVI secolo, e situata a pochi minuti della Baia di San Montano e dal centro di Lacco Ameno divenuta oggi un albergo a cinque stelle. Nel panorama degli alberghi più esclusivi al mondo, il Mezzatorre Resort & SPA è considerato un ritrovo esclusivo immerso in un bosco di macchia mediterranea, a pochi metri dalla villa che ospitava le vacanze di Luchino Visconti. La struttura, che ancora oggi evoca la forma originaria e la funzione di punto d’osservazione, è in una location intima e silenziosa che conforta il bisogno di riservatezza, ed esalta le migliori condizioni per il rilassamento e il benessere dei suoi ospiti. All’arrivo, superata la reception, ci si dirige verso la propria camera o una delle suite, distribuite fra il parco e la stessa torre. Qualunque sia il vostro budget, al momento della prenotazione il consiglio è di richiedere una stanza all’interno del torrione per poter godere dell’affaccio sul mare, una presenza costante, difficile da ignorare e che a seconda delle condizioni metereologiche crea emozioni forti e contrastanti. Il Mezzatorre Resort & SPA offre due ristoranti (Chandelier e Sciuè Sciuè), un bar sulla piscina esterna e uno sulla terrazza, oltre al suggestivo Gazebo Lounge con piano bar.

Tutt’intorno si respira l’atmosfera e i sapori della tradizione ischitana e campana, ma in particolare si può provare l’esperienza di uno speciale menu benessere sviluppato con la consulenza del dottor Giulio Flavio Uggiano, direttore medico della SPA. Una opportunità che rientra in una visione più ampia del servizio messo a disposizione dei clienti: l’albergo, infatti, è dotato di un complesso benessere con terme e vasche interne, per un’offerta di protocolli e percorsi ampia e gratificante. Il centro wellness è dislocato nei piani inferiori della torre, in uno spazio che è distribuito su più piani; tutti gli interni sono caratterizzati dal candore del bianco, tanto delle pareti che dei tendaggi usati per separare i diversi ambienti. Le tre piscine coperte di acqua di mare consentono di sfruttare i benefici della talassoterapia, mentre oltre il classico complesso termale in cui sottoporsi ad argille e fanghi caldi e antinfiammatori sia a livello cutaneo che articolare, maturati in speciali vasche scrupolosamente controllate, l’offerta è arricchita dal bagno turco, la sauna e docce emozionali. Per la parte dei trattamenti sono presenti cabine dedicate, dove si può scegliere fra massaggi, cure estetiche e protocolli disintossicanti. La tradizione termale dell’isola viene così rinnovata e l’esperienza viene amplificata riservando il proprio trattamento in uno dei gazebo in legno a picco sul mare, avvolti dall’aroma delle essenze e dalla brezza mediterranea, e dal silenzio, rotto solo dai gabbiani e dalle onde che si infrangono sulle rocce sottostanti.

Gastronomia e benessere per i congressi nel Voco Milan Fiere Hotel

L’ex B4 hotel mantiene le promesse per eventi caratterizzati da ottimi servizi, tecnologici e non

Era evoluzione che negli ultimi vent’anni ha caratterizzato il mondo del­l’hôtellerie internazionale ha determinato un cambiamento molto profondo in alcune tipologie di strutture recettive. La più evidente è quella che riguarda il cosiddetto segmento dei business hotel. Destinato in primo luogo a uomini e donne in viaggio per affari, abituati a cambiare albergo anche più volte alla settimana e in città diverse, i business hotel offrivano camere e servizi di qualità medio-alta, con spazi e arredi standardizzati, in cui fermarsi esclusivamente per dormire, per lo più vicino alle stazioni e agli aeroporti, obbligatoriamente dotati di parcheggi. Poi, via via, con l’affermarsi di una nuova cultura dell’abitare e la sperimentazione di nuovi servizi e modelli di ospitalità, si sono venuti a definire originali standard qualitativi che hanno preso in considerazione anche il pur poco tempo libero che l’ospite ha la sera, dopo la firma di un contratto, o in occasione di un congresso, di un meeting o di una presentazione aziendale. Ai primi posti delle offerte diventate indispensabili per essere scelti dal viaggiatore d’affari, c’è sicuramente la presenza di un Centro Benessere o di una SPA in cui sottoporsi a una seduta rigenerante, un massaggio o un trattamento cosmetico. Molto curata la gastronomia, che fa la differenza quando si cerca un albergo per tenere un convegno residenziale o un evento commerciale. L’hotel infatti si propone non solo e semplicemente come servizio ma come “meta” di un viaggio o di una sosta. È il caso del Voco Milan Fiere Hotel del IHG, con i suoi 21 piani e quasi cento metri di altezza, in prossimità dei poli fieristici Rho-Fiera e Fiera Milano City, nato per rivedere e rinnovare ogni obsoleta e antiquata definizione di business hotel, incarnando il concetto di “regeneration”: visione versatile dello spazio – ospitalità innovativa – magia di sapori – armonia e benessere – gaming – eventi sorprendenti. Visibile e riconoscibile esternamente di giorno, grazie al colore utilizzato nell’edificio, e di notte, per la sua suggestiva illuminazione, all’interno l’atmosfera appare subito magica tramite forme e colori che danno vita a un intenso coinvolgimento emotivo, legato all’ideazione e al segno dell’architetto Simone Micheli che ha curato tutto il progetto degli interni e illuminotecnico. Un’esperienza che inizia nel disvelamento dei suoi suggestivi spazi, contenuti in una struttura architettonica tecnologicamente avanzata che si articola in tre livelli interrati, destinati a parcheggio e spazi ricevimento, un corpo verticale di 16 piani e una piattaforma circolare di tre piani fuori terra adibita ad aree di ricevimento, e spazi per riunioni ed eventi di ogni tipo in grado di ospitare fino a 630 persone. Al piano terra la hall, gli spazi di attesa, di servizio e di intrattenimento nella lobby che collega i due livelli superiori di convegnistica, e l’area destinata alla ristorazione.

Forte dei Marmi: un tuffo nella storia

Alla fine dello scorso secolo la senatrice Susanna Agnelli scrisse un libro che ben presto divenne un best-seller: “Vestivamo alla marinara”. Nel racconto si narra il periodo che va dal 1922 al 1945, durante il quale l’autrice parla della sua infanzia, caratterizzata da un’educazione severa e rigorosa e dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Susanna, detta Suni, era la terza di sette fratelli, figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, e nel libro sono raccolte le memorie delle estati trascorse a Forte dei Marmi, in Versilia. Fu proprio la presenza della famiglia Agnelli ad attrarre altri esponenti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia di tutta Italia, inaugurando un modello di villeggiatura dallo stile ricercato ed esclusivo. Nel 1969, Villa Agnelli è diventata uno degli edifici principali dell’Augustus Hotel & Resort, nato agli inizi degli anni Cinquanta, dalla trasformazione di Villa Pesenti, un’altra famosa villa dall’inconfondibile stile modernista. All’interno del grande parco, Villa Pesenti era stata progettata dall’architetto Osvaldo Borsani, e poi trasformata nell’unico hotel De Luxe dell’intera Versilia. L’edificio principale ospita un lounge bar, la sala e la terrazza per la colazione, il ristorante La Fontana e la Sirena nel patio. La struttura ha 26 camere caratterizzate da balconi utilizzati come salotti all’aperto, e successivamente si sono aggiunte una nuova costruzione, la Nave, con 22 stanze, con funzioni, servizi e arredi moderni, in stile navale e sette ville di charme dal gusto eclettico che hanno ospitato personaggi come Jimi Hendrix, Charlton Heston, Oriana Fallaci, Eugenio Montale, Mario Monicelli, Paul Anka, Vittorio Gassman, e tanti altri personaggi dello spettacolo e dello sport. Sulla spiaggia, il rinnovato stabilimento balneare è dotato di piscina di acqua salata riscaldata, oltre 75 tende attrezzate, cabine per trattamenti benessere ma anche la possibilità di praticare molti sport acquatici, due ristoranti e una sala convegni. La storia di questa location testimonia come questo hotel sia in grado di rinnovarsi e proseguire nella sua tensione all’eccellenza. Fra le molte peculiarità della struttura c’è una SPA in cui si propone una rivisitazione tecnologica delle antiche terme romane. L’offerta si completa con zone relax con vista sul parco e una jacuzzi nel giardino della SPA, oltre a due cabine dedicate ai trattamenti benessere.

Ecoturismo e più congressi in Costiera

Alla costiera amalfitana mancano le strutture che possano giustificare una vocazione congressuale” Inizia così l’intervista con Raffaele Ferraioli, decano degli Albergatori della cos, nipote del fondatore, e attuale titolare della famosa Hostaria di Bacco di Furore, a lungo professore di Tecnica Turistica presso l’Istituto Alberghiero di Salerno, più volte sindaco del comune di Furore. “Per poter ospitare manifestazioni con un alto numero di partecipanti bisognerebbe recuperare il nostro grande patrimonio protoindustriale, per esempio le cartiere e i molini presenti nella spettacolare insenatura con rocce a strapiombo del Fiordo di Furore, impianti che si avvalevano della forza motrice del torrente Schiato che arriva a forte velocità dall’altopiano di Agerola. Sono strutture inutilizzate che potrebbero diventare un polo congressuale, in un luogo unico al mondo”. La mancanza di un centro congressuale di grande dimensione limita l’organizzazione di eventi soprattutto a Sorrento e talvolta ad Amalfi. Altra storia è quella delle centinaia di matrimoni che si celebrano in costiera, meta privilegiata anche per molti stranieri, in particolare giapponesi e nord europei, che scelgono questo angolo di paradiso per la loro cerimonia di nozze. “ Il problema – continua Ferraioli – è riuscire a distribuire nel corso dell’anno i flussi dei turisti, attraendo e collocando questa tipologia di eventi nei periodi meno affollati, quando le strutture non sono ancora gremite e il traffico sulla litoranea è meno caotico. Sarebbe poi importante spostare i visitatori anche verso quelle che noi chiamiamo terre di mezzo, che si trovano in alto, immerse nella tranquillità delle terrazze coltivate a vigne o ad agrumi, con le atmosfere che rimandano al passato, ma con una identità ancora forte. Chi viene in costiera sale verso la montagna solo sulla via del ritorno a casa o se non trova posto più in basso, sul mare. In questi borghi le persone sono rimaste più genuine, l’ambiente naturale è caratterizzato da un panorama straordinario, da quiete e silenzio, e soprattutto si è conservata la nostra identità di volpi pescatrici, capaci di sfruttare al meglio la produzione agricola montana e la cultura marinara. L’obiettivo di tutti i nostri associati è di allungare la stagione, è naturale, e quindi il settore congressuale e quello dei matrimoni vanno benissimo, ma bisogna uscire fuori dalla logica che il mare sia tutto. Nei mesi in cui non si va in spiaggia all’ospite e agli accompagnatori che vengono da noi per un convegno medico o per una cerimonia, oltre al panorama e ai paesaggi da cartolina, bisogna offrire momenti partecipativi, interattivi, nel settore dell’enoturismo con la degustazione dei vini DOC della Costa d’Amalfi (ndr. Fiorduva della Cantina Marisa Cuomo è stato più volte premiato come miglior bianco d’Italia), nella gastronomia mediterranea basata sui prodotti dell’agricoltura e della pesca locali”. Al turista della domenica può sfuggire che nella parte alta della costa l’agricoltura ha un valore che non è solo economico ma, in fondo, più sociale, culturale e identitario. Chi coltiva l’orto, i limoni o le viti nei piccoli terrazzamenti a picco sul mare, incontra difficoltà maggiori, ma contribuisce a frenare gli smottamenti e il distacco dei massi. “Solo chi ha del tempo e voglia di esplorare il territorio – dice il presidente Ferraioli – può apprezzare l’agricoltura di qualità, il sapore delle verdure coltivate negli orti terrazzati, e il gusto degli animali da cortile oppure del miele d’altura. Senza parlare dei vini della costiera ottenuti con vitigni autoctoni come il Piedirosso, l’Aglianico, la Falanghina, il Biancolello, il Ripoli e il Fienile. Quello della enogastronomia può rappresentare un nuovo attrattore turistico, insieme alle passeggiate nei sentieri spettacolari che si snodano fra pergole e noccioleti, agavi e fichi d’india, immensi carrubi e rosmarino, sulle orme dei briganti e degli eremiti. La costa amalfitana ha una ricchezza di elementi naturali, dalla macchia mediterranea, agli uliveti, i vigneti, i limoneti che brillano sotto la luce del sole, che andrebbe valorizzata ben oltre la primavera e l’estate. L’offerta recettiva, poi, è così variegata, da poter soddisfare qualsiasi tasca”.

Raffaele Ferraioli ha ragione. Lo straordinario scenario della costa, può fare da sfondo a qualsiasi cerimonia ed evento, perché non c’è straniero che non ami e rimanga colpito da questa zona dell’Italia baciata dal sole. Sorrento ospita già tanti convegni e congressi, ma per attrarre manifestazioni nei piccoli borghi situati nel cuore della costiera c’è bisogno di strutture dedicate, attrezzate con moderne tecnologie, e soprattutto di una vera promozione specifica.

Fino a mille ospiti nella grande sala del Principe di Savoia a Milano

Era il 6 aprile del 1927 e, nel centro di Milano, in quella che si chiamava Piazza Fiume e sarebbe poi diventata la Piazza della Repubblica, aprì le porte al pubblico l’Hotel Principe di Savoia. Originariamente, il palazzo progettato dall’architetto Cesare Tenca fu subito chiamato dai milanesi “Il Principe” ed era costituito da un’unica struttura di dieci piani in stile neoclassico, ampliata poi verso la fine degli anni ‘50 con due edifici laterali, identificati come “Principe Rosso” e “Metallico”, per accogliere ospiti e viaggiatori di tutto il mondo. Oggi l’offerta ricettiva è di 257 camere e 44 suites, mentre la Royal Suite si compone di due camere da letto, due bagni e un salotto boiserie in noce e parquet a intarsi in legno, e la Imperial suite ha quattro appartamenti con ingresso, ampio soggiorno, cabina armadio e servizi. La suite Presidenziale conclude l’offerta lusso con le sue tre camere da letto, la piscina privata, la sala da pranzo e il suo panorama mozzafiato sui tetti di Milano. Molta attenzione è data alla ristorazione nel ristorante di design Acanto, affacciato sul giardino con vista sulla fontana del XVIII secolo, che propone agli ospiti del Principe ricette tradizionali realizzate con tecniche innovative. Fin dalle sue origini, il Principe di Savoia è una delle principali location di Milano per eventi e congressi, con 11 spazi combinabili in caso di necessità, disposti su una superficie di 700 mq, in grado di ospitare contemporaneamente fino a 1000 persone. Passano gli anni ma il Principe non sembra perdere colpi sotto l’attacco della concorrenza più agguerrita, anzi continua a dominare dall’alto la frenetica vita di una metropoli che nel tempo gli è cresciuta intorno.

Un urban resort a Milano

Sheraton Milan San Siro è un urban resort per viaggiatori esigenti, un tranquillo rifugio in una Milano dinamica e sempre in attività, progettato come un luogo in cui connettersi e condividere esperienze. L’hotel sorge nel quartiere residenziale della città meneghina a cui il nome si ispira, strategicamente situato per capitalizzare sui grandi centri congressi e fieristici dell’area circostante, ma mantiene una sua personalità ben precisa. Il design elegante e contemporaneo dell’hotel è stato sviluppato sulla base del contesto di resort urbano, ispirandosi agli elementi architettonici e alla tavolozza dei colori meneghini. Oasi urbana, esperienze condivise Lo Sheraton San Siro sorprende per le sue qualità, per la sua atmosfera funzionale ma sempre accogliente, fedele al principio di sharing community che ha guidato anche la progettazione delle ampie strutture per conferenze e banchetti che l’hotel ospita, in uno spazio complessivo di 2.000 mq di aree attrezzate. I dinamici spazi dell’Hotel vantano vaste aree funzionali, con luce naturale e spazio esterno, incluse 2 sale meeting senza colonne. Proprio la sua versatilità di soluzioni costituisce il suo punto di forza. La collezione dei 21 spazi con luce naturale dello Sheraton Milan San Siro si sviluppa su tre diversi livelli, in una proposta di alternative modulabili dalle numerose declinazioni. Sheraton Milan San Siro offre ai propri ospiti anche un ampio giardino privato con terrazza, ideale per un cocktail a bordo piscina o un rilassante meeting break. Meeting Experience in stile Sheraton perfetto per meeting da grandi numeri, lo Sheraton Milan San Siro è dotato di 310 camere, di cui 25 suite e una suite presidenziale. Gli ospiti possono approfittare dei numerosi servizi e esperienze del marchio Sheraton, tra cui lo Sheraton Club Lounge con 106 camere e suite Club, una SPA di 450 metri quadrati, il centro Sheraton Fitness all’avanguardia e una Crew Lounge dedicata. Oltre al giardino privato, l’hotel ha una piscina all’aperto e un parco giochi per bambini, un bar per un coffeè break o una sosta lunch veloce ma gustosa, e un ristorante aperto tutto il giorno, basato su un concept di cucina biologica italiana e griglia con un portico all’aperto, immersi nel verde e con un bar a bordo piscina.

Cristina Chiarotti

In hotel o in un appartamento se il congresso si tiene a Milano

Nei primi decenni del XIX, a Milano, viale Monza era ornato dalla presenza di eleganti filari di platani così da sembrare un lungo cannocchiale prospettico, intervallato da coreografiche piazze circolari dette rondò. Intorno a questa direttrice costruita per raggiungere la Villa Reale di Monza, si concentrò lo sviluppo della città e delle sue industrie. Nel 1870 lungo viale Monza correva un tram a cavalli, in seguito linea venne elettrificata finché nel 1964 fu inaugurata la linea rossa della metropolitana. Oggi, a pochi minuti dal centro storico di Milano, quest’area appare facilmente accessibile dall’autostrada, unendo in sé un giusto equilibrio fra tranquillità e privacy. Il Ramada Plaza Milano è a poca distanza dal famoso teatro di Zelig e appena 5 minuti a piedi dalla stazione Turro della metropolitana rossa, con cui è possibile raggiungere facilmente tutte le più importanti aree fieristiche e lo stesso centro città. Gli ambienti, pensati nei minimi particolari per offrire comfort e relax, si ispirano al design anni ’70 rivisitato con stile, eleganza ed originalità. Cromatismi particolari, tessuti morbidi, parquet, tecnologia di ultima generazione, letti comodi e ampie docce sono alcuni dettagli delle camere e gli spazi, raffinati ed eleganti, pratici e funzionali. Un omaggio al lifestyle e al design milanese che si manifesta nelle finiture e negli arredi rigorosamente made in Italy, e nella cura e attenzione alla proposta gourmet. La struttura offre un Centro congressi dotato dei più moderni strumenti tecnologici e le cui sale conferenze, illuminate naturalmente da grandi lucernai, sono in grado di accomodare fino a 300 invitati. Ulteriore punto di distinzione è la presenza di una piccola ma efficiente SPA che di fatto trasforma il Ramada Plaza Milano in un resort cittadino, aperto anche agli ospiti esterni, affacciato nel verde di un giardino interno all’albergo di oltre 3mila mq, che consente agli ospiti di rilassarsi in un ambiente naturale.

La pandemia non ha mai fermato Four Points By Sheraton di Bolzano

Bolzano è stata molto penalizzata dalla pandemia tra l’autunno 2020 (è stato annullato persino il mercatino di Natale) e la primavera 2021, ma Four Points by Sheraton non ha mai chiuso, come ha fatto? Avere locali sicuri, puliti e confortevoli fa da sempre parte degli standard di qualità della struttura, che ha navigato a vista in questa situazione alquanto surreale di post pandemia, adeguandosi non solo alle norme vigenti, ma anche alle disposizioni imposte da Marriott, catena internazionale di hotels. è un hotel dall’anima bleisure, moderno, concepito per ospitare Meetings, Congressi e Incentives. Oggi, tecnologia, creatività e esperienza sono indispensabili e dal Four Points vengono offerte due soluzioni interessanti, in attesa di ritornare alla normalità. Hybrid Meeting: soluzioni semplici e sicure all’insegna della tecnologia. Nell’adattare le sale alle esigenze attuali, determinate dalla pandemia, è stato valorizzato e sperimentato il collegamento in live streaming, per cui se il meeting organizzato prevede una grande platea, anche internazionale, nessuno sarà escluso, parola molto di moda, ma in effetti chi parteciperà potrà farlo nella lingua scelta e comodamente seduto in poltrona, da casa sua. Per un originale concetto di spazi per il business è stato scelto il termine “Pop-Up Office“, il nuovo ufficio, adattandolo alle camere & suites. Il risultato è una soluzione ottimale per svolgere il lavoro quando si è fuori città o, comunque, lontano dall’ ufficio. Tutte le stanze sono ampie e luminose, arredate in stile moderno, silenziose, allestite come un vero e proprio ufficio per garantire tutti i comfort e rendere piacevole la giornata di lavoro.I pasti vengono serviti in camera.

Dieter Frickel, direttore del Four Points by Sheraton Bolzano

Dal luglio del 2020 Dieter Frickel, con un notevole bagaglio di direzione, in Italia e all’estero, è alla guida del Four Points By Sheraton Bolzano. Le sue considerazioni sono illuminanti e di incoraggiamento per tutti: “Ho accettato con grande entusiasmo questa sfida – dice – anche se non si trattava solo di gestire un hotel legato ad un marchio di catena internazionale, ma di farlo in un periodo di estrema instabilità. La pandemia ha diversi aspetti da affrontare: quello economico, sanitario ma anche psicologico. Abbiamo gestito il tutto sempre con grande accuratezza, tenendo aperto l’hotel anche quando sarebbe stato molto più facile chiudere, facendo ruotare il personale per garantire un minimo di serenità a tutti, offrendo un servizio sempre di altissimo livello. Abbiamo sfruttato al massimo il nostro MEC, il Centro Congressi, per ospitare il giusto numero di persone. Presto il Four Points Sheraton tornerà alla normalità, allora con i clienti prevalentemente business torneranno anche i turisti, le famiglie, tutti coloro che vedono in Bolzano il trait-d’union di due culture, per visitare i musei, le cantine, fare shopping. Ritorneranno il B-Bar, dove sorseggiare un Hugo è diventato un vero rito, il Chill & Grill Restaurant, il 7th Heaven – Beauty and Wellness, il centro benessere.

Luciana Sidari

Pronti per offrire sicurezza

Aqualux Hotel SPA Suite&Terme Bardolino, design hotel dall’anima green che sorge in uno dei borghi più incantevoli della sponda orientale del Lago di Garda, è una struttura d’eccellenza anche per tutti i servizi legati al mondo business che propone secondo altissimi standard di qualità e sicurezza. La struttura non solo ha messo a punto proposte complete ed esclusive per il mondo MICE grazie a dotazioni hi-tech, spazi modulabili secondo svariate esigenze – dai meeting informali per un massimo di 25 persone, ai 1.200 mq di moderno ed efficiente spazio congressuale – e la possibilità di trasformare un evento di lavoro in una vera e propria esperienza sensoriale a 360°, ma ha studiato il modo di farlo in tutta sicurezza anche in questo particolare periodo.

Un progetto per la sicurezza MICE
La proprietà ha fortemente voluto il progetto #stayInSafe@MEETING, realizzato con la preziosa consulenza di InSafe, un network di aziende italiane e svizzere tra le più preparate nell’ambito della sicurezza, le cui procedure mirano a garantire la tutela di tutti gli ospiti e del personale, appositamente formato. L’importanza di questo progetto è determinata dal fatto che non prescinde dagli alti standard di eccellenza su cui si basano i servizi che Aqualux da sempre offre, ma anzi ne rafforza la valenza. Ecco perché, anche e soprattutto in questo momento, il mondo MICE potrà vivere in questa location una vera esperienza di accoglienza e il concetto di sicurezza si fonderà con quello di qualità. Ecco alcune proposte: check in e check out vengono effettuati secondo precise fasce d’orario, breakfast, pranzi e cene sono serviti al tavolo (con capienza massima di 3 persone per il formato tondo, e sedute alternate per i tavoli con disposizione rettangolare e bevande servite da un cameriere); coffee break e aperitivi si svolgono secondo la formula “servito”, con un buffet dal quale un cameriere distribuisce le bevande e gli snack mono-porzione. In base al numero dei partecipanti possono essere previsti più gruppi e diverse aree; al check-in e tutti i giorni al breakfast, viene rilevata la misurazione della temperatura e, qualora sia uguale o superiore a 37.5°C, non è consentito l’accesso negli ambienti e ai servizi; infine, le sale meeting, dotate di un sofisticato sistema di ventilazione, vengono periodicamente arieggiate e gli spazi sanificati dopo ogni evento. Tutte queste procedure mirano a evitare gli assembramenti e declinano gli allestimenti delle sale in modo da rispettare il distanziamento tra le persone. Aqualux Hotel SPA Suite & Terme è pronta quindi a ripartire in tranquillità e sicurezza per tutte le necessità di viaggi business e leisure, sempre con proposte ad hoc individuate in base alle specifiche esigenze.

Luciana Sidari

MICE Experience sul Garda

Inaugurato nel 2006 e continuamente rinnovato con importanti investimenti da parte della proprietà Europlan, Hotel Caesius Thermae & SPA Resort di Bardolino non ha mai cessato di rappresentare una garanzia per il mondo MICE italiano e internazionale. Fra i pochi hotels del Garda con attività annuale, si è adeguato alle difficoltà della pandemia continuando a offrire non solo un centro congressi di primordine, ma anche un corollario di servizi difficile da trovare in altri resort, con le giuste distanze per i momenti di aggregazione. Il Caesius Congress Center comprende 9 sale riunioni modulabili da 20 a 350 persone e la “Fabbrica dell’Acqua” inaugurata nel 2020, una location adatta a eventi corporate e privati. La sala per 200 persone è dotata di sofisticate attrezzature tecnologiche, gode di luce naturale e vanta una suggestiva terrazza dalla quale si domina la vista del Lago di Garda. “Ogni tipologia di evento – sottolinea il direttore Domenico Ieva – qui può trovare una scenografia personalizzata, penso per esempio a un gala dinner di prestigio. Per servizi conviviali abbiamo a disposizione un foyer, 2 ristoranti interni per complessivi 350 posti serviti dall’affiatata brigade de cuisine del Ristorante Benacus e una terrazza con uno splendido affaccio sul giardino interno, molto piacevole dalla primavera all’autunno”. Organizzare un meeting o un evento MICE nell’Hotel Caesius Thermae & SPA Resort significa avere a disposizione una variegata palette di opportunità grazie alle 185 camere, a parcheggi interni ed esterni e a un servizio navetta. Da non perdere i 3.000mq dedicati al wellness, con saune e bagno turco, piscine interne ed esterne con idromassaggio, un beauty center e uno stabilimento termale dalle acque oligominerali. Menzione d’onore per il Centro di Medicina Ayurvedica fra i più attrezzati e completi a livello nazionale, supportato da personale medico qualificato. Le travel experience d’estate si arricchiscono di escursioni con il brigantino San Nicolò di proprietà di Europlan, riservato a 30 persone. Uno staff congressuale altamente professionale accompagna e risolve ogni necessità, conquistando la completa fiducia del cliente.

Luciana Sidari