Ottimismo e preoccupazioni

Dalla manifestazione di Rimini arrivano analisi e tendenze per il settore turistico e dell’ospitalità che raccontano il passato, ma servono poco per scenari futuri

Dopo la grande crisi, il turismo sembrava essersi rimesso in moto. Questo è quanto era emerso dal TTG Travel Experience tenutosi lo scorso ottobre nel quartiere fieristico di Rimini insieme a SIA Hospitality Design e SUN Beach& Outdoor Style. Una ripartenza che appena qualche mese fa si alimentava nella fiducia e sui numeri – aveva esordito il ministro del Turismo Massimo Garavaglia – Nel 2021 il nostro PIL è cresciuto del 6% e continuerà a crescere di almeno un altro 4% l´anno venturo, e ciò ci porterà a riassorbire questi due anni di pandemia”. Un ottimismo non esagerato ma che oggi dovremo forse riconsiderare. “Il turismo, per l´Italia, – ha sostenuto il ministro Garavagliapuò tranquillamente arrivare al 20% del Pil, l´importante è organizzarsi e programmare. Nel PNRR i fondamentali ci sono, anche per il digitale, e poi ci sono i due miliardi per la qualità del sistema ricettivo”. Andamento della pandemia permettendo, si tratta di una grande opportunità che l´Italia deve saper cogliere per dotarsi di infrastrutture adeguate e per far rifiorire le proprie bellezze e intercettare e gestire al meglio i flussi europei e internazionali verso il nostro Paese. “L´Italia ha bisogno di normalità, i turisti torneranno – ha assicurato il presidente di Federalberghi Bernabò BoccaPer il 2022 bisogna attuare un piano di ristrutturazione, dopo un anno in cui per gli alberghi è mancata la componente intercontinentale dal Far East e Russia. Le imprese hanno perso circa il 70% del fatturato. Siamo il primo Paese in Europa per numero di alberghi, 33 mila hotel e 1,3 milioni di camere. L´unica cosa che bisogna fare è ristrutturare e dare aiuti selettivi in base al fatturato”. Oggi è evidente che la fiducia e la speranza sono tutte riposte sull’azione dei vaccini e la protezione garantita dal Green Pass. C’è ancora bisogno, però, di misure di sostegno per le imprese, come il fondo rotativo per le imprese alberghiere, e oltre al PNRR si dovrà attingere anche ai fondi strutturali europei. “La pandemia ha accelerato processi già in corso e ha fatto sì che gli Italiani riscoprissero l´Italia come destinazione per le loro vacanze – ha ricordato Giorgio Palmucci, presidente di ENIT – ma per raggiungere e riportare da noi i turisti provenienti da tutto il mondo, abbiamo sviluppato nuove strategie e attività per l´hub digitale. Ora è importante lavorare assieme per tornare a portare in alto le eccellenze italiane e per la ripresa dei flussi turistici, soprattutto quelli intercontinentali dal Medio Oriente, Asia e le Americhe”.

Ingresso Fiera di Rimini

La domanda che oggi in molti operatori si pongono è se possibile programmare per il 2022 e gli anni a venire, le proprie iniziative partendo dai dati del 2021. (+46% per il turismo balneare e circa il 20% per quello montano, lacuale e termale). La risposta è positiva per quanto riguarda gli italiani che continueranno a scegliere località vicine. Per circa l’80% nelle regioni limitrofe, e la quota restante nella stessa regione. Come favorire gli arrivi nelle città d´arte, che da sempre sono state una tradizionale meta degli stranieri? Una quarta ondata e l’incertezza sulle riaperture totali delle frontiere e sulle restrizioni sanitarie per i turisti europei ed extra Ue potrebbero rimettere in discussione le più rosee previsioni. Un nuovo calo dei fatturati dei servizi turistici nel loro complesso che ricada ancora soprattutto sulle attività ricettive, si ripercuoterebbe sull´occupazione del comparto alberghiero, già diminuita di circa il 40% fra tempo indeterminato e determinato.

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