Ecoturismo e più congressi in Costiera

Alla costiera amalfitana mancano le strutture che possano giustificare una vocazione congressuale” Inizia così l’intervista con Raffaele Ferraioli, decano degli Albergatori della cos, nipote del fondatore, e attuale titolare della famosa Hostaria di Bacco di Furore, a lungo professore di Tecnica Turistica presso l’Istituto Alberghiero di Salerno, più volte sindaco del comune di Furore. “Per poter ospitare manifestazioni con un alto numero di partecipanti bisognerebbe recuperare il nostro grande patrimonio protoindustriale, per esempio le cartiere e i molini presenti nella spettacolare insenatura con rocce a strapiombo del Fiordo di Furore, impianti che si avvalevano della forza motrice del torrente Schiato che arriva a forte velocità dall’altopiano di Agerola. Sono strutture inutilizzate che potrebbero diventare un polo congressuale, in un luogo unico al mondo”. La mancanza di un centro congressuale di grande dimensione limita l’organizzazione di eventi soprattutto a Sorrento e talvolta ad Amalfi. Altra storia è quella delle centinaia di matrimoni che si celebrano in costiera, meta privilegiata anche per molti stranieri, in particolare giapponesi e nord europei, che scelgono questo angolo di paradiso per la loro cerimonia di nozze. “ Il problema – continua Ferraioli – è riuscire a distribuire nel corso dell’anno i flussi dei turisti, attraendo e collocando questa tipologia di eventi nei periodi meno affollati, quando le strutture non sono ancora gremite e il traffico sulla litoranea è meno caotico. Sarebbe poi importante spostare i visitatori anche verso quelle che noi chiamiamo terre di mezzo, che si trovano in alto, immerse nella tranquillità delle terrazze coltivate a vigne o ad agrumi, con le atmosfere che rimandano al passato, ma con una identità ancora forte. Chi viene in costiera sale verso la montagna solo sulla via del ritorno a casa o se non trova posto più in basso, sul mare. In questi borghi le persone sono rimaste più genuine, l’ambiente naturale è caratterizzato da un panorama straordinario, da quiete e silenzio, e soprattutto si è conservata la nostra identità di volpi pescatrici, capaci di sfruttare al meglio la produzione agricola montana e la cultura marinara. L’obiettivo di tutti i nostri associati è di allungare la stagione, è naturale, e quindi il settore congressuale e quello dei matrimoni vanno benissimo, ma bisogna uscire fuori dalla logica che il mare sia tutto. Nei mesi in cui non si va in spiaggia all’ospite e agli accompagnatori che vengono da noi per un convegno medico o per una cerimonia, oltre al panorama e ai paesaggi da cartolina, bisogna offrire momenti partecipativi, interattivi, nel settore dell’enoturismo con la degustazione dei vini DOC della Costa d’Amalfi (ndr. Fiorduva della Cantina Marisa Cuomo è stato più volte premiato come miglior bianco d’Italia), nella gastronomia mediterranea basata sui prodotti dell’agricoltura e della pesca locali”. Al turista della domenica può sfuggire che nella parte alta della costa l’agricoltura ha un valore che non è solo economico ma, in fondo, più sociale, culturale e identitario. Chi coltiva l’orto, i limoni o le viti nei piccoli terrazzamenti a picco sul mare, incontra difficoltà maggiori, ma contribuisce a frenare gli smottamenti e il distacco dei massi. “Solo chi ha del tempo e voglia di esplorare il territorio – dice il presidente Ferraioli – può apprezzare l’agricoltura di qualità, il sapore delle verdure coltivate negli orti terrazzati, e il gusto degli animali da cortile oppure del miele d’altura. Senza parlare dei vini della costiera ottenuti con vitigni autoctoni come il Piedirosso, l’Aglianico, la Falanghina, il Biancolello, il Ripoli e il Fienile. Quello della enogastronomia può rappresentare un nuovo attrattore turistico, insieme alle passeggiate nei sentieri spettacolari che si snodano fra pergole e noccioleti, agavi e fichi d’india, immensi carrubi e rosmarino, sulle orme dei briganti e degli eremiti. La costa amalfitana ha una ricchezza di elementi naturali, dalla macchia mediterranea, agli uliveti, i vigneti, i limoneti che brillano sotto la luce del sole, che andrebbe valorizzata ben oltre la primavera e l’estate. L’offerta recettiva, poi, è così variegata, da poter soddisfare qualsiasi tasca”.

Raffaele Ferraioli ha ragione. Lo straordinario scenario della costa, può fare da sfondo a qualsiasi cerimonia ed evento, perché non c’è straniero che non ami e rimanga colpito da questa zona dell’Italia baciata dal sole. Sorrento ospita già tanti convegni e congressi, ma per attrarre manifestazioni nei piccoli borghi situati nel cuore della costiera c’è bisogno di strutture dedicate, attrezzate con moderne tecnologie, e soprattutto di una vera promozione specifica.

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