Tre residenze nel cuore della Tuscia

Fra il 1946 e il 1960, furono oltre 200.000 gli italiani che emigrarono in Venezuela, offrendo un contributo decisivo all’industrializzazione di quel paese e più in generale alla sua modernizzazione, anche a costo di sacrifici fatti per costruire un futuro per sè stessi e la propria famiglia. Fra questi c’era anche Giovanni Colamedici, proveniente da Torri in Sabina, in provincia di Rieti. In Venezuela, iniziò l’attività di costruzione di mobili, e gli anni passati in America Latina furono fondamentali per stimolare la sua capacità imprenditoriale che nel 1967 si concretizzò al suo ritorno in Italia. A Civita Castellana, in provincia di Viterbo, fondò insieme ai fratelli Pietro e Renato l’azienda Colavene, specializzata nella costruzione di mobili per cucina e lavanderia. Con il passare degli anni l’attività si è ingrandita, con l’impegno dei tre figli di Giovanni: Lauretta, Gianfranco e Adriana, sempre muovendosi su investimenti diversificati che hanno teso a rafforzare il legame con il territorio. Negli anni ‘70 fu acquistato un terreno di 700 ettari, per fondare un’azienda agricola, e valorizzare il prezioso borghetto dell’antico castello di Gargarasi attraversato dalla via Flaminia. Le generazioni si sono succedute e oggi, Antonella Moscioni e Claudia Colamedici hanno creato la Residenza Antica Flaminia, una struttura ricettiva per chi voglia scoprire le bellezze, un po’ misconosciute, della Tuscia. Gli ambienti e gli spazi abitualmente vissuti dalla famiglia sono stati trasformati in una destinazione luxury, dove soggiornare circondati da pareti di tufo, giardini curati e un panorama speciale sulla Valle del Treja.

La proprietà ha teso a combinare il gusto dell’eleganza raffinata e l’identità del posto. Sono tre gli ambienti in cui è possibile soggiornare: la Villa Padronale, incorporata nell’antica torre medievale, si sviluppa su due piani con quattro camere con bagno interno, oltre a una sala da pranzo circondata da una terrazza panoramica che affaccia sul Monte Soratte; la Dimora del Giardiniere, riconoscibile per la facciata che espone antiche bifore, è più piccola e conta su un’unica stanza matrimoniale, mentre la Casa del Guardiano, sviluppata sul grande arco d’ingresso sotto cui passava l’antica via Flaminia, propone tre camere a disposizione degli ospiti. La struttura può ospitare piccoli convegni o meeting, riunioni aziendali, ricevimenti e matrimoni. Il soggiorno dei partecipanti è arricchito dalla possibilità di godere durante la bella stagione di una piscina inserita nell’antica cava romana, oppure compiere escursioni per scoprire la bellezza del territorio, come le rovine della chiesa di San Pancrazio situate all’interno dell’insediamento medievale di Torre dell’Isola Conversina a Castel Sant’Elia, o con una passeggiata a cavallo o in bicicletta. A solo 20 minuti di auto è disponibile un attrezzato e rinomato campo da golf Nei dintorni della Residenza e in tutto il territorio della Tuscia si apre una ricca proposta di cantine e locande in cui degustare un’ampia scelta di vini, cibi, formaggi e verdure a chilometro zero. Per favorire la crescita economica della zona la Residenza Antica Flaminia non ha un vero ristorante proprio, ma è possibile richiedere la presenza di uno chef locale che si occupa dei vari pasti dei congressisti. La proprietà è consapevole infatti che dopo una dura giornata di incontri e discussioni, rimanere all’interno della tenuta priverebbe gli ospiti della possibilità di conoscere i numerosi presidi enogastronomici e culturali di un territorio ricco di terme, tradizioni e cultura, che attira ogni anno sempre più turisti, difficile da dimenticare per chi impara ad apprezzarlo. In maniera che l’evento lasci dietro di sé un ricordo a tutto tondo.

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